Quando si parla di agricoltura, l’attenzione è quasi sempre rivolta alla pianta: varietà, nutrizione, difesa, resa.
Raramente si pensa a chi rende possibile tutto questo.
Eppure, senza insetti impollinatori non esisterebbe l’agricoltura come la conosciamo.
Api, bombi, farfalle, sirfidi e molti altri insetti svolgono un lavoro silenzioso ma essenziale: trasferiscono il polline, permettendo la riproduzione di moltissime piante coltivate e spontanee.
Non si tratta solo di miele o di fiori.
Si tratta di cibo, stabilità produttiva e sicurezza alimentare.
Una grande parte delle colture che arrivano sulle nostre tavole dipende, direttamente o indirettamente, dall’impollinazione entomofila.
Frutta, ortaggi, semi, foraggi: senza impollinatori, le rese calano, la qualità peggiora e la variabilità aumenta.
Ma il ruolo degli insetti impollinatori va oltre la produzione immediata.
Essi sono un indicatore della salute degli ecosistemi agricoli.
Dove ci sono impollinatori, c’è biodiversità.
E dove c’è biodiversità, i sistemi sono più resilienti.
Negli ultimi decenni, però, le popolazioni di insetti impollinatori stanno diminuendo drasticamente.
La causa non è una sola, ma una combinazione di fattori:
- semplificazione del paesaggio agricolo
- perdita di fioriture spontanee
- uso eccessivo di chimica
- degrado del suolo
- stress climatici
Quando questi elementi si sommano, il sistema perde equilibrio.
E la perdita degli impollinatori è uno dei primi segnali.
Proteggere gli insetti impollinatori non significa “lasciare fare tutto alla natura”.
Significa progettare sistemi agricoli più intelligenti.
Campi con margini fioriti, siepi, rotazioni colturali, consociazioni e suoli vivi offrono habitat e nutrimento.
Non sono elementi decorativi, ma infrastrutture ecologiche che sostengono la produzione.
Un’agricoltura che elimina ogni forma di vita “non produttiva” diventa fragile.
Un’agricoltura che integra biodiversità diventa più stabile, più efficiente e meno dipendente da interventi esterni.
Senza insetti impollinatori, l’agricoltura perde una delle sue fondamenta biologiche.
Con loro, invece, il sistema lavora in modo coordinato, come una rete.
Proteggere gli impollinatori significa proteggere il futuro dell’agricoltura.
Perché il cibo non nasce solo nei campi.
Nasce dalle relazioni che tengono in vita i campi.
E gli insetti impollinatori ne sono una delle più importanti.





