AGRICOLTURA MICRONATURALE: I GERANI PROFUMATI E ODOROSI

Appartengono a diverse specie e si possono suddividere in 3 gruppi:

* profumo fruttato:
– di limone: perlargonium crispum minor, major e variegatum;
– di arancio: perlargonium citriodorum
– di fragola: perlargonium sub-lignosum
– di mela: perlargonium odoratissimum

* Al profumo di rosa:
– perlargonium graveolens: profumo di limone della foglia e di rosa del fiore
– perlargonium radula

* Al profumo pungente:
– perlargonium fragrans: canfora e noce moscata;
– perlargonium tomentosum: menta

Il profumo dovuto alle foglie ricco di oli essenziali, è sfruttato dagli Apicoltori per richiamare le api.
La sostanza profumata è il geraniolo, utilizzato in profumeria e farmacia.

Si adattano ai climi miti e ad esposizioni calde e soleggiate.

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COLTIVAZIONE E DIFESA MICRONATURALE DELLA VALERIANELLA

Come coltivare le verdure senza l’utilizzo di prodotti chimici? Come migliorare la produzione e la qualità del prodotto rispettando l’ambiente? Come ridurre l’incidenza delle malattie?
Ve lo spiego in questo post.

Metodi alternativi nella coltivazione di specie da orto senza l’utilizzo di prodotti di sintesi. Le sperimentazioni hanno determinato un incremento della produzione e del peso delle piante, utilizzando metodiche alternative a quelle convenzionali.

Valerianella (valerianella locusta)

Trova larga diffusione in Europa e in America soprattutto per il gusto e le sue caratteristiche dietetiche; ricca in minerali (magnesio e potassio) e il contenuto in vitamine (Vit.A e Vit. C). La Lombardia, il Piemonte e la Liguria sono i maggiori produttori.
E’ una specie erbacea, si comporta come annuale o da biennale a seconda del periodo di semina. Appartiene alla famiglia delle Valerianaceae, con foglie spatolate od oblunghe, lunghe 5-10 cm. L’impollinazione avviene ad opera degli insetti. La fioritura si svolge in Aprile-Giugno, e la maturazione dei frutti (acheni) è quasi contemporanea.
I semi hanno germinabilità media dell’85%; considerata pianta rustica preferisce i terreni freschi con clima temperato. La coltura inizia con semina diretta distribuendo il seme a spaglio od a file distanti 20 cm, impiegando 0.6-0.8 g/metro quadro di seme e diradando poi lungo le file a 10 cm in modo da realizzare densità di circa 50 piante metro/quadro.
La crescita è rapida e la raccolta dei cespi può avvenire in 60-90 giorni a seconda che venga seminata in primavera oppure in autunno. Ogni cespo raggiunge un peso di 10-15g e quindi si possono raggiungere produzioni di 0.50-0.75 Kg/metro quadro.

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AGRICOLTURA MICRONATURALE: UTILIZZO DELL’ALOE VERA NEI PROBLEMI DELL’APPARATO DIGERENTE

Alitosi: infiammazioni dei denti o delle mucose o difficoltà digestive
Risciacqui a base di aloe 4 cucchiai (50 ml) succo puro in un bicchiere di acqua (2 volte al giorno).

Allergie alimentari: incapacità dell’organismo di distinguere gli agenti dannosi. Trattare localmente con crema a base di aloe e bere 50 ml di succo Aloe puro ogni 3 ore fino a scomparsa dei sintomi.

Appetito: gli enzimi digestivi dell’Aloe favoriscono la stimolazione Delle mucose gastriche che richiamano l’intervento degli ormoni dell’appetito. 50 ml aloe puro prima dei pasti principali.

Diabete e ipo iperglicemia: aloe contiene sali minerali, zinco e manganese che insieme alla vitamina b6 controllano gli zuccheri nel sangue. 50 ml di Aloe puro prima dei 3 pasti principali.

Esofagite: infiammazioni della mucosa del tratto che collega gola con lo stomaco. In base ai sintomi 200 ml per tre volte al giorno nelle prime due giornate e poi 50 ml prima dei pasti.

Gastrite:causata da cattive abitudini alimentari o tensioni nervose. 50 ml di Aloe puro 3 volte al giorno 15 minuti prima dei pasti.

Insufficienza epatica: colina è inotisolo con lo zinco e il selenio migliorano elasticità e fluidità Delle membrane cellulari epatiche. 100 ml succo puro per 4 settimane.

Ulcera duodenale: lesioni del duodeno prima parte dell’intestino tenue. 50 ml aloe puro per 3 volte al giorno in mezzo bicchiere di latte.

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AGRICOLTURA MICRONATURALE: IL GANODERMA LUCIDUM O REISHI. VI SPIEGO PERCHÉ ASSUMERLO (LO FACCIO GIORNALMENTE) PUÒ PREVENIRE DIVERSE MALATTIE

IL FAMOSO FUNGO DELL’IMMORTALITÀ

In cinese il Ganoderma lucidum è Ling Zhi che significa fungo divino dell’immortalità o erba della potenza spirituale.

Cresce in primavera, estate e autunno, su latifoglie, in particolare quercia e castagno, talvolta anche su olivo, il suo habitat migliore sono le zone umide e calde.

Contiene numerose Vitamine (A,B2,B3,B6, acido folico, biotina) e minerali (calcio, magnesio,zinco,ferro,rame,germanio), polisaccaridi, triterpeni, enzimi, proteine, steroli, alcaloidi, mannitolo, aminoacidi.

Può essere utilizzato come depurativo, cardiotonico, ricostituente, immunomodulante, Anti-tumorale (stomaco, seno, polmoni, prostata, utero), antinfiammatorio, antiallergico, antibatterico, patologie cardiovascolari, epatoprotettore, ipoglicemizzante, antistress, pancreatiti, ulcera, effetti collaterali chemio e radioterapia.

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AGRICOLTURA MICRONATURALE: CHE COSA SONO LE MICORRIZE? PERCHÉ LE PIANTE HANNO BISOGNO DI SIMBIOSI?

Le micorrize sono associazioni mutualistiche tra le radici di una pianta e un fungo basate su un reciproco scambio di nutrienti. Il fungo assorbe nutrienti, in particolare fosfato e azoto, dal suolo e li trasferisce alla pianta in cambio di carboidrati.

Esistono due classi di micorrize:

– ectomicorrize, in cui le cellule fungine formano fasci che avvolgono la parte esterna delle radici e penetrano scarsamente nei tessuti radicali

– endomicorrize, dove il micelio del fungo penetra in profondità nei tessuti della radice.

Le ectomicorrize si trovano associate soprattutto agli alberi dei boschi, in particolare conifere, faggi e querce, e sono maggiormente sviluppate nelle foreste boreali e temperate.

Nonostante l’associazione tra il fungo e la radice sia intima, una singola specie arborea può associarsi con più di 40 specie di funghi. I miceli delle ectomicorrize possono interconnettere gli apparati radicali di alberi della stessa o di diverse specie, formando delle reti che permettono il trasferimento di carbonio e altri nutrienti.

Questo trasferimento di nutrienti avviene soprattutto da piante alte e pienamente esposte alla luce a piante che occupano posizioni più ombreggiate e sfavorite.

Un meccanismo per favorire la crescita di piante giovani e favorire la coesistenza di specie differenti.

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AGRICOLTURA MICRONATURALE: TECNICHE INNOVATIVE PER LA COLTIVAZIONE E DIFESA DELLA MELANZANA SENZA L’UTILIZZO DI PRODOTTI CHIMICI DI SINTESI.

Melanzana (Solanum melongina L.)

Coltivata su una superficie di 380 mila ettari, l’interesse per questa coltura è cresciuto nell’ultimo periodo. E’ largamente diffusa in Asia, il principale paese di coltivazione è di gran lunga la Cina, poi assume particolare rilievo in Turchia, Giappone, Filippine, Egitto e l’Italia.
La coltivazione in Italia è rappresentata in tutte le regioni, in particolare le regioni del meridione sono più interessate come la Campania, la Sicilia, la Puglia e il Lazio.
L’origine della melanzana è piuttosto incerta, le ipotesi più accreditate fanno riferimento alle Indie e alla Cina.
La melanzana appartiene alla famiglia delle Solanaceae ed è coltivata per la produzione di bacche eduli. E’ tipica degli ambienti temperato-caldi ed fra quelle da orto è la solanacea che manifesta esigenze termiche più elevate in quasi tutte le fasi del ciclo. Le condizioni ottimali per la germinazione si realizzano fra i 20 e i 25°C; le temperature più favorevoli per l’accrescimento e lo sviluppo si collocano fra i 16°C e i 25°C. L’optimum per l’accrescimento delle radici si aggira sui 18°C.
Presenta un adattamento notevole a condizioni di fotoperiodo diverse; mal si adatta invece alla ridotta intensità luminosa.
La resistenza della melanzana alla siccità è più elevata che nelle altre solanacee da orto, grazie a un miglior bilanciamento idrico nei tessuti, conseguente ad un migliore controllo della traspirazione stomatica; in condizioni di stress gli stomi si chiudono gradualmente per cui la fotosintesi non subisce arresti repentini come avviene invece nel pomodoro.

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La coltura assicura i migliori risultati nei terreni sciolti, mentre nelle condizioni opposte risultano significativamente compromesse le capacità produttive e le caratteristiche esteriori ed organolettiche dei frutti.
Le esigenze nutritive sono elevate ed il relativo soddisfacimento può essere assicurato integralmente nei terreni molto fertili, piuttosto ricchi di materia organica.

Le sperimentazioni su melanzana utilizzando i protocolli di agricoltura micronaturale hanno dimostrato un incremento della produzione e una riduzione significativa dei patogeni fungini e insetti. Il tutto non utilizzando prodotti di sintesi

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LA COLTIVAZIONE E DIFESA MICRONATURALE DEL PEPERONE: SPERIMENTAZIONE PER LA VALUTAZIONE DI PROTOCOLLI SENZA USO DI PRODOTTI DI SINTESI

Peperone (Capsicum annum L.)

Viene coltivato in una vasta aerea, prevalentemente nelle regioni temperate a clima caldo. Viene coltivato principalmente in Messico e in tutta l’America centrale e del sud. I paesi dove si localizzano le superfici più vaste sono Indonesia, Cina, Corea, Nigeria, Messico, Pakistan, Turchia. In Europa la Jugoslavia, la Spagna e la Romania.

In Italia viene coltivato prevalentemente nelle regioni meridionali e le regioni più importanti sono la Puglia, la Campania, il Lazio, la Calabria, il Piemonte e la Sicilia.
Appartiene alla famiglia delle Solanacee ed al genere Capsicum. Ha un apparato radicale superficiale, con numerose radici affastellate secondarie di ridotta dimensione. Il fusto è angoloso con ramificazioni dicotomiche, dominate dal numero e nelle dimensioni dall’assetto genetico del biotipo.
I fiori emergono all’ascella delle foglie e delle ramificazioni, hanno corolla bianca e antere violacee e sono solitari per ogni nodo o abbinati.
Sensibile alle variazioni di temperatura e luminosità. Minimo termico di germinazione intorno ai 17-18°C con un optimum di vegetazione che si aggira sui 26°C di giorno e 16°C di notte. Il peperone manifesta una spiccata sensibilità alla stanchezza del suolo, determinata dalla ripetizione della coltura. Le ricerche attribuiscono il fenomeno a tossicità specifica per escrezione radicale di sostanze tossiche e loro accumulo nel terreno.
L’inserimento nella rotazione agraria di specie leguminose e graminacee da granella e da foraggio attenua sensibilmente gli effetti della stanchezza del suolo determinati dal peperone.

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