Introduzione
Negli ultimi anni, il verde urbano è diventato un tema centrale nelle politiche ambientali e nella pianificazione delle città. Ondate di calore sempre più frequenti, stress idrico, aumento dei costi di manutenzione e perdita di biodiversità impongono un ripensamento profondo delle specie vegetali utilizzate negli spazi pubblici. In questo contesto, cactus e piante succulente vengono spesso proposti come soluzioni “innovative” o addirittura risolutive. Ma quanto è davvero realistico il loro impiego nel verde urbano? E quali sono, oltre alle opportunità, i limiti tecnici e scientifici da considerare?
Questo articolo analizza in modo critico il ruolo di succulente e cactus negli ambienti urbani, distinguendo tra entusiasmo mediatico e reali possibilità applicative.
1. Perché le città guardano alle succulente
Le città moderne sono ambienti estremamente selettivi per le piante: suoli compattati, isole di calore, inquinamento atmosferico, disponibilità idrica irregolare e forte pressione antropica. In questo scenario, le succulente attirano l’attenzione per alcune caratteristiche chiave:
- elevata tolleranza alla siccità
- ridotta richiesta di irrigazione
- capacità di sopravvivere in suoli poveri
- crescita lenta e quindi minore manutenzione
Questi tratti rendono cactus e succulente apparentemente ideali per contesti urbani dove le risorse economiche e idriche sono limitate. Non a caso, molte amministrazioni cittadine stanno sperimentando soluzioni di xeriscaping, una progettazione del verde basata su piante a basso fabbisogno idrico.
2. Efficienza idrica e mitigazione climatica
Uno degli argomenti più forti a favore dell’uso di succulente nel verde urbano è la loro straordinaria efficienza nell’uso dell’acqua, spesso legata alla fotosintesi CAM. Questa caratteristica consente alle piante di mantenere attività metabolica anche in condizioni di aridità prolungata, riducendo drasticamente la necessità di irrigazione artificiale.
Dal punto di vista urbano, ciò si traduce in:
- riduzione dei consumi idrici pubblici
- maggiore resilienza del verde durante periodi di siccità
- minori costi di gestione
Tuttavia, è importante sottolineare che il contributo delle succulente alla mitigazione dell’isola di calore urbana è limitato. A differenza di alberi e arbusti a chioma ampia, cactus e succulente offrono poca ombreggiatura e una ridotta evapotraspirazione. Di conseguenza, il loro impatto diretto sul raffrescamento urbano è modesto e non può sostituire il ruolo delle specie arboree tradizionali.
3. Applicazioni reali nel verde urbano
Le applicazioni più efficaci di succulente e cactus non si trovano nei grandi parchi ombreggiati, ma in contesti specifici e mirati:
Aiuole stradali e spartitraffico
In zone ad alta esposizione solare e con suoli poveri, alcune succulente resistenti possono garantire copertura vegetale stabile dove altre specie falliscono.
Tetti verdi estensivi
I tetti verdi rappresentano uno degli ambiti più promettenti. Specie succulente del genere Sedum sono già ampiamente utilizzate per la loro leggerezza, resistenza e bassa manutenzione, come promosso anche da istituzioni di ricerca urbana europee.
Aree marginali e infrastrutturali
Scarpate, rotatorie, aree industriali dismesse e spazi residuali urbani possono beneficiare di impianti a base di succulente, migliorando il paesaggio senza richiedere interventi costanti.
Queste applicazioni sono oggi oggetto di studio e sperimentazione anche in ambito accademico, con il supporto di istituzioni come il Royal Botanic Gardens, Kew, che analizza l’adattabilità delle specie xerofile in ambienti antropizzati.
4. Limiti climatici e biologici
Nonostante i vantaggi, l’uso di cactus e succulente nel verde urbano presenta limiti tecnici significativi, spesso sottovalutati.
Sensibilità al freddo e al gelo
Molte specie succulente sono adattate a climi aridi ma caldi. In contesti urbani con inverni rigidi, gelate prolungate o elevata umidità invernale, la mortalità può essere elevata, rendendo necessarie sostituzioni frequenti.
Scarsa tolleranza all’ombra
Le città non sono solo luoghi soleggiati: edifici, alberature e infrastrutture creano ombreggiamenti complessi. La maggior parte delle succulente necessita di elevata radiazione solare, limitando fortemente i siti idonei.
Vulnerabilità a ristagni idrici
Paradossalmente, l’eccesso d’acqua è una delle principali cause di fallimento. Suoli urbani mal drenati possono favorire marciumi radicali, soprattutto in periodi piovosi.
5. Sicurezza, fruizione e accettazione sociale
Un aspetto spesso trascurato riguarda la sicurezza e la percezione pubblica. Spine, glochidi e tessuti urticanti rendono molte specie di cactus inadatte a spazi frequentati da bambini, animali domestici o flussi pedonali intensi.
Dal punto di vista sociale, inoltre, non tutte le comunità percepiscono positivamente paesaggi dominati da cactus, talvolta associati a immagini di aridità o abbandono. Questo aspetto culturale influisce sull’accettazione dei progetti di verde urbano e deve essere considerato nella pianificazione.
6. Biodiversità urbana: contributo limitato
Un altro limite importante riguarda il contributo alla biodiversità. Sebbene alcune succulente offrano risorse per insetti impollinatori, la maggior parte delle specie utilizzate in ambito urbano ha una funzione ecologica ridotta rispetto a piante autoctone erbacee o arbustive.
Organismi internazionali come la FAO e l’IPBES sottolineano come la resilienza urbana richieda sistemi vegetali complessi, non monoculture ornamentali, anche se resistenti alla siccità.



7. Verso un uso scientificamente consapevole
La vera opportunità non sta nel “sostituire” il verde tradizionale con cactus e succulente, ma nell’integrarli in modo strategico. Un approccio scientificamente corretto prevede:
- selezione di specie climaticamente compatibili
- utilizzo in contesti specifici e non generalizzati
- integrazione con piante autoctone
- progettazione accurata di suolo e drenaggio
In questo senso, succulente e cactus diventano strumenti tecnici, non soluzioni universali.
Conclusione
Succulente e cactus rappresentano una risorsa reale per il verde urbano contemporaneo, ma solo se utilizzate con competenza e senza semplificazioni eccessive. La loro efficienza idrica, resistenza allo stress e valore estetico le rendono adatte a specifiche applicazioni urbane, come tetti verdi e aree marginali. Tuttavia, limiti climatici, ecologici e sociali ne impediscono un impiego estensivo e indiscriminato.
Il futuro del verde urbano non risiede in una singola tipologia di piante, ma in sistemi vegetali diversificati, progettati sulla base di dati scientifici e adattati alle reali condizioni locali. In questo equilibrio, cactus e succulente possono avere un ruolo importante, ma non esclusivo.
“Se lavori su cactus e succulente, in ricerca o in ambito professionale, scrivimi: il confronto è parte del mio lavoro.”

