Ascophyllum nodosum nella coltivazione di Carciofo

Il carciofo è una pianta perenne ma di solito le carciofaie si mantengono in coltura solo da 2 a 4 anni, in quanto esauriscono rapidamente la fertilità e di conseguenza conviene rinnovare l’impianto su nuovi terreni ben lavorati in profondità e abbondantemente concimati con letame maturo o altro concime organico naturale; il carciofo è molto avido di concime e perciò negli anni successivi si deve scalzare il terreno attorno ai cespi, prima della ripresa vegetativa autunnale. Di norma il carciofo non si riproduce per seme in quanto in tal modo si ottengono in prevalenza piante con caratteristiche disformi, spinescenti e quasi selvatiche. Di solito si rinnova l’impianto di una carciofaia utilizzando i carducci, cioè i polloni che si sviluppano fin troppo numerosi attorno ai vecchi cespi e che sono già provvisti di radichette; l’impianto si effettua all’inizio dell’autunno oppure anche a fine inverno distanziando i carducci di circa 1 mt. Negli anni successivi occorre eseguire la spollonatura, che consiste nell’asportare i polloni esuberanti; se ne conservano solo 2 o 3 per pianta scegliendo quelli più vigorosi.

Clima: caldo o temperato caldo
Terreno: profondo fertile e permeabile
Esposizione: pieno sole
Moltiplicazione: per seme o per polloni
Semina: primavera in semenzaio
Piantagione di carducci: a primavera o autunno
Durata carciofaia: 2-4 anni
Raccolta capolini: da dicembre a maggio
Produzione: 8-10 capolini per pianta

L’uso di Ascophyllum nodusum ha determinato un incremento significativo dello sviluppo vegetativo e radicale delle piante, ma anche un aumento della resa produttiva.

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