In agricoltura si parla sempre più spesso di Microrganismi Effettivi, spesso indicati con la sigla EM.
Ma cosa sono davvero?
E soprattutto, perché possono essere uno strumento utile se inseriti nel modo corretto?
I Microrganismi Effettivi sono una miscela di microrganismi benefici, principalmente batteri lattici, lieviti e batteri fotosintetici, selezionati per la loro capacità di favorire processi di fermentazione positiva e stabilizzare gli ecosistemi biologici.
Non si tratta di organismi geneticamente modificati, ma di microrganismi naturalmente presenti in molti ambienti fertili.
Il loro principio di funzionamento è semplice ma potente:
favorire la dominanza dei microrganismi utili rispetto a quelli degradativi o patogeni.
In un ecosistema equilibrato, infatti, non vince il più forte, ma chi è più numeroso e meglio organizzato.
In agricoltura, i Microrganismi Effettivi vengono utilizzati per supportare il suolo, non per sostituirlo.
Il loro obiettivo non è nutrire direttamente la pianta, ma migliorare i processi biologici che rendono possibile la nutrizione.
Applicati al suolo, gli EM possono:
- stimolare l’attività microbica benefica
- favorire la decomposizione della sostanza organica
- ridurre processi di putrefazione
- migliorare l’ambiente radicale
Questo si traduce, nel tempo, in un suolo più stabile, più vivo e più efficiente.
Un aspetto importante da chiarire è come utilizzarli.
I Microrganismi Effettivi funzionano meglio quando vengono applicati:
- in presenza di sostanza organica
- su suoli non sterilizzati o fortemente degradati
- all’interno di una gestione agronomica coerente
Non sono una soluzione miracolosa.
Se il suolo è compattato, povero di carbonio o stressato da pratiche aggressive, anche i migliori microrganismi avranno difficoltà a insediarsi.
Per questo motivo, gli EM danno il meglio di sé quando sono parte di una strategia più ampia: restituzione di residui colturali, copertura del suolo, riduzione delle lavorazioni e attenzione alla biodiversità.
Perché usarli, allora?
Perché aiutano a ricostruire equilibrio biologico, riducono la dipendenza da input esterni e favoriscono una gestione più preventiva dell’agricoltura.
Non agiscono con effetti immediati e spettacolari, ma lavorano nel tempo, rendendo il sistema più resiliente.
In un’agricoltura che vuole ridurre l’impatto ambientale senza rinunciare alla produttività, i Microrganismi Effettivi rappresentano uno strumento interessante.
Non perché “fanno miracoli”, ma perché lavorano nella stessa direzione della natura.
E quando biologia e gestione vanno nella stessa direzione,
i risultati arrivano.


