Coltivare l’alchechengio giallo (Physalis peruviana)

Nelle nostre regioni è abbastanza comune allo stato spontaneo l’alchechengio selvatico (Physalis alkekengi) e nei giardini si coltiva sovente una specie similare (Physalis franchetti) di origine asiatica. Il vero alchechengio però a frutti commestibili (Physalis peruviana) è una specie ben diversa dalle precedenti per molte caratteristiche: pianta di notevole vigoria, eretta e ben ramificata, a steli erbacei o appena lignificati alla base, con vegetazione fino a 3 m. I fiori assai grandi e giallicci, mentre i calici accrescenti e vescicolosi, sempre a forma di lanterna, prendono un colore bianco-giallognolo quando i frutti sono ormai maturi e di un colore giallo aranciato.

Ortaggio interessante per la produzione di bacche grosse come una ciliegia. Si raccolgono gradualmente in autunno e si consumano come dessert o marmellate. Con clima mite la pianta supera l’inverno e può considerarsi perenne.

Clima: caldo
Terreno: profondo, fertile
Esposizione: pieno sole
Semina: fine inverno
Trapianto: a aprile, maggio
Distanza fra le piante: 50-60 cm
Raccolta: frutti maturano in autunno
Produzione: 300-400 gr. pianta

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