Micronaturale: come i fitofagi danneggiano le colture?

Gli invertebrati fitofagi possono arrecare danno alle piante in vari modi.
Alcuni insetti, come scarabei, cavallette o bruchi, sono dotati di apparato masticatore e consumano direttamente i tessuti vegetali. Tali tipi di fitofagi possono determinare riduzioni nella quantità di prodotto sia esercitando un’azione diretta sulle piante, cioè danneggiando e consumando le loro parti destinate alla raccolta e utilizzazione, sia con modalità indiretta, che comporta una diminuzione dell’attività fotosintetica e della crescita.
Altre categorie di insetti fitofagi, quali rincoti e tripidi, e tutte le specie di acari e nematodi usano invece parti boccali trasformate in organi stilettiformi sclerificati per penetrare i tessuti vegetali; così facendo iniettano liquidi salivari (spesso anche Microrganismi) entro le punture, quindi succhiano i componenti cellulari parzialmente pre-digeriti.
Insetti come gli afidi, inseriscono i loro stiletti boccali all’interno dei vasi floematici con diretta suzione della linfa elaborata. Infine altri fitofagi attaccano semi conservati.

Alcuni fitofagi presentano specializzazione trofica, sviluppandosi su una o un paio di specie coltivate, come il punteruolo del cotone, oppure altri come il ragnetto rosso bimaculato e molte specie di nematodi hanno abitudini più generaliste sviluppandosi su numerose colture.

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