​L’uso della zeolitite a chabasite nella protezione degli stress termici (Dr. Domenico Prisa)

L’acqua strutturale presente nella zeolitite e’ in grado in base al cambiamento del clima e alle escursioni termiche di entrare e uscire dalla roccia vulcanica. Questo meccanismo, di entrata e uscita è un processo esostermico che determina calore e che riduce gli stress da freddo e da caldo nelle zone (foglie e radici) che sono a contatto con la zeolitite. Si crea una sorta di capsula dove all’interno si riducono gli sbalzi termici e la pianta ha la possibilità di adattarsi al cambiamento repentino del clima.

La zeolitite a chabasite per la sua struttura scabrosa rispetto alle altre zeolititi è inoltre maggiormente in grado di respingere gli attacchi degli insetti e può tramite l’assorbimento dell’umidità e dei veli d’acqua, ridurre in maniera significativa la germinazione delle spore fungine.
Numerosi sono stati i riscontri positivi e significativi nelle mie sperimentazioni e da clienti a cui faccio consulenza, nei periodi delle gelate primaverili e nei momenti di scarsità di acqua su vite, pesco, pomodoro, melanzana, peperone, zucchino, carciofo, cactacee e succulente, floricoltura e ornamentali, dove le piante non hanno minimamente subito lo stress abiotico
**********************************************

Potete seguire anche il mio blog: domenicoprisa.com

scrivermi a domenicoprisa@gmail.com

pagina facebook: @dott.domenicoprisa

gruppi: microrganismi em:protocolli e applicazioni

Apicoltura Micronaturale: protocollo domenico prisa

o il canale youtube Agricoltura Micronaturale

******************************
#micronaturale #domenicoprisa #zeolititi #protezione #freddo #caldo #adattamento

Annunci

Trattamento Micronaturale della botrite su vite

Fungo ubiquitario che penetra nei tessuti Vegetali principalmente attraverso lesioni esistenti. Gli acini colpiti presentano marciume molle e in poco tempo si ricoprono di micelio grigiastro che si diffonde anche tra acini contigui.

La botrite colpisce anche gli organi verdi della pianta provocando macchie Bruno chiaro sui fusti.

Nelle uve da vino il danno non si limita alla perdita di produzione ma causa anche perdita di qualità del vino
Trattamento Micronaturale per botrite
In 5 litri di acqua calda
– 200 g di liquirizia

– 200g felce maschio

– 100g di aglio

– 1 cipolla

– 2 pompelmi
Tritare il tutto

Fermentazione per 3 giorni a 30°C e filtrare
Per 1 litro di prodotto diluibile in 100 litri di acqua
– 250 ml del mix

– 150 ml di Symbac o Em 

– 200g chabasite micronizzata
1 TRATTAMENTO ogni 12-15 giorni
**********************************************

Potete seguire anche il mio blog: domenicoprisa.com

scrivermi a domenicoprisa@gmail.com

pagina facebook: @dott.domenicoprisa

gruppi: microrganismi em:protocolli e applicazioni

Apicoltura Micronaturale: protocollo domenico prisa

o il canale youtube Agricoltura Micronaturale

******************************

#micronaturale #microrganismi #senzachimica #zeolititi #estrattivegetali #stimolazione

IL GLIFOSATO E I DISERBANTI CHIMICI CHE UCCIDONO L’UOMO E LE PIANTE

 

SONO SEMPRE PIU’ DELL’IDEA CHE SE L’UOMO NON INIZIERA’ A PRENDERE COGNIZIONE DI QUELLO CHE LA SUA ATTIVITA’ EGOISTICA STA DETERMINANDO SULLA SUA STESSA VITA E SU QUELLA DI PIANTE E ANIMALI, CON L’USO INDISCRIMINATO DI SOSTANZE CHIMICHE (CHE GIA’ A BASSE DOSI FANNO MOLTI DANNI, MA CHE IN PIU’ SONO CUMULABILI NEL TEMPO), TUTTO QUESTO LO PORTERA’ SULLA STRADA DEL NON RITORNO.

SE L’UOMO EGOISTICAMENTE CONTINUERA’ A FORZARE LA NATURA PER I PROPRI PROFITTI, PRIMA O POI LA NATURA RISPONDERA’ RIBELLANDOSI……….ANZI GLI EFFETTI DI TUTTA QUESTA DISTRUZIONE SONO ORMAI EVIDENTI AI NOSTRI OCCHI……

Le mie ricerche vanno proprio in questa direzione, fare una vera informazione e proporre dei metodi alternativi validi contro le sostanze nocive che vengono proposte. Non permetto di distruggere il mio mondo senza fare niente e sono sempre più convinto che il vero cambiamento si può fare solo dal basso, lavorando ai fianchi…..

Ritornando a ciò che ho evidenziato nel titolo

L’utilizzo del glifosato aumenta la possibilità che le piante possano ammalarsi e di veicolare tossine pericolose per la nostra salute. Diversi sono i meccanismi con cui Il glifosato aumenta le malattie della pianta e determina una maggiore virulenza dei patogeni presenti nel suolo. Dalle radici delle piante il glifosato viene rilasciato nel suolo e determina effetti negativi anche sulle colture successive.

E’ infatti un forte chelante a largo spettro capace di sequestrare macro e micronutrienti delle piante (Ca, Mg, Cu, Fe, Mn, Ni e Zn) che riduce anche la fissazione dell’azoto (N). La sua azione si esplica principalmente sul sequestro  di Mn, che rende le colture più
suscettibili alle malattie, in particolare la fusariosi.

Il glifosato si lega all’enzima EPSPS1, inibendolo, importante nel sentiero dello shikimato, richiesto per la sintesi di metaboliti aromatici vegetali che includono gli aminoacidi essenziali, come la fenilalanina, il triptofano, la tirosina e prodotti secondari, così come i promotori di crescita, l’acido indolacetico e composti che difendono le piante, come le fitoalexine. Riducendo quindi le sostanze e i meccanismi di difesa delle piante

Il glifosato aumenta la virulenza di patogeni come il Fusarium, e può avere conseguenze serie sulla sostenibilità della produzione di una vasta gamma di colture suscettibili. Può immobilizzare i nutrienti della pianta, come manganese, rame, ferro, potassio, magnesio, calcio e zinco, che non  sono più disponibili per la pianta, che cresce e produce meno ed è più suscettibile ai batteri e funghi patogeni del suolo.

Negli ultimi 20 anni c’è stato infatti un aumento generale del numero di malattie delle piante. I Quattro funghi primari del suolo, Fusarium, Phythium, Rhizoctonia, e Phytophthora, sono diventati più attivi con l’uso di glifosato; contemporaneamente sono aumentate le malattie causate da questi funghi, come l’avvizzimento della spiga di mais, il marciume radicale della soia o ancora il marciume del colletto nella barbabietola da zucchero. Ci sono più di 40 malattie associate all’uso del glifosato e il numero continua a crescere mano a mano che la gente ne riconosce l’associazione.

Ricerche sulle radici e i microrganismi che colonizzano il sistema radicale mostrano che c’è un impatto evidente del glifosato, che può causare la sindrome della morte improvvisa: la cosìdetta SDS (Sudden Death Syndrome), causata da Fusarium virguliforme. Il glifosato è tossico per i batteri benefici, come il Rizobium che fissa l’azoto, ma aumenta anche l’incidenza di patogeni come il Fusarium.

Il glifosato trasudato dalle radici delle colture TG o dalle malerbe morenti che sono state
spruzzate, è rapidamente assorbito dalle altre piante o è immobilizzato nel suolo dai legami con ioni, così che questi non sono più disponibili per le piante. Il glifosato può rimanere nel suolo per un periodo molto lungo, che è quanto basta per degradarsi in sostanze tossiche per le piante . Ciò vuol dire che le piante coltivate successivamente sullo stesso suolo saranno ancora esposte ad alti livelli di diserbante, e gli effetti si accumuleranno man mano che altro diserbante sarà spruzzato.

Il glifosato riduce la fissazione dell’azoto attraverso molti meccanismi. I batteri fissatori di azoto, come il simbionte della soia, Bradyrhizobioum japonicum, possiedono un EPSPS sensibile al glifosato, e quindi non riesce a crescere quando esposto al glifosato. L’azoto fissazione è influenzata anche indirettamente attraverso la fisiologia della pianta
ospite. Il glifosato inibisce la formazione del fattore di crescita acido indolacetico IAA nella soia, che comporta una minore formazione di noduli da parte del simbionte.

Oltre alla sua azione di chelazione che rende il Mn non disponibile, il glifosato
avvelena gli organismi del suolo Mn-riducenti e fissatori di N, per cui la disponibilità di Mn e N, per le colture potrebbe essere marcatamente compromessa. Le malattie causate da Fusarium con l’uso estensivo di glifosato sono aumentate. Per esempio, l’uso di glifosato predispone i pomodori al marciume del colletto e della radice da Fusarium.

Ricerche pubblicate nel 1979 già mostravano che il glifosato assorbito attraverso le foglie, dopo il trattamento, era trasferito in modo sistemico verso le radici e rilasciato nella rizosfera, dove esso cambia l’intera ecologia del suolo, risultante in un incremento della colonizzazione delle radici da parte di specie patogene, come Fusarium e Phytophtora e come Pythium per le piante di fagiolo.

Il glifosato fa calare significativamente gli Pseudomonas che sono benefici per la rizosfera, incoraggiando così ulteriormente la crescita dei funghi patogeni, attraverso la soppressione dei loro batteri antagonisti.

Il glifosato rilasciato attraverso le radici delle piante morenti (le malerbe) è trasferito alle
piante viventi non trattate (con glifosato) attraverso le radici, c’è l’evidenza che tale trasferimento ad altre piante, attraverso le radici delle piante morenti, è molto più efficace del trattamento diretto nel suolo,e che non sia selettivo solo per le erbe infestanti.

 

IN QUESTO MOMENTO SI SENTE PARLARE DI XYLELLA E DI ALTRI PATOGENI CHE INSPIEGABILMENTE AD UN CERTO PUNTO HANNO INIZIATO A FAR MORIRE LE PIANTE (OLIVO, NOCCIOLO, KIWI, AGRUMI, CASTAGNO). NON E’ VERO CHE LA PRESENZA DI UN PATOGENO DEBBA DETERMINARE LA MORTE SICURA DI UNA PIANTA (ALTRIMENTI SAREBBERO TUTTE MORTE VISTO I MILIARDI DI BATTERI E FUNGHI PRESENTI IN NATURA E CI SAREMMO ESTINTI PURE NOI, VISTA L’ALTA COLONIZZAZIONE DI MICRORGANISMI SULLA NOSTRA PELLE). LE MORIE E I DISSECCAMENTI CHE OGGI NOI EVIDENZIAMO VANNO CORRELATE AD ALTRI MOTIVI (ECCESSO DI VELENI E DISERBANTI NEL SUOLO, CHE LE PIANTE ASSIMILANO CON INIBIZIONE DELLE VARIE FUNZIONI METABOLICHE; ASSENZA DI MECCANISMI DI DIFESA NELLE PIANTE DETERMINATI DALLA RIDUZIONE DELLA MICROFAUNA BENEFICA CHE STIMOLA LE PIANTE A PRODURRE I METABOLITI DI DIFESA E AD ASSORBIRE I MINERALI PER LA LORO CRESCITA; PH E SALINITA’ NEI SUOLI ALTISSIMI E SOSTANZA ORGANICA RIDOTTA; CATTIVA GESTIONE DEI COLTIVATORI CHE SENZA VOLERLO DIFFONDONO LE MALATTIE NON STERILIZZANDO GLI STRUMENTI DI LAVORO; ASSENZA DI BIODIVERSITA’, MA SI PREDILIGE LA MONOCOLTURA FAVORENDO LA SPECIALIZZAZIONE DEI PATOGENI; IL CAMBIAMENTO CLIMATICO A CUI POCHI SI STANNO ADEGUANDO; IL NON FAVORIRE LA RESISTENZA AUTOCTONA, VISTO CHE IL LAVORO DI MIGLIORAMENTO GENETICO IN LABORATORIO PUO’ FAVORIRE CERTI CARATTERI, MA FARNE PERDERE MOLTI ALTRI).

STRANAMENTE NEI LUOGHI DOVE LE PIANTE MUOIONO DI PIU’ CI SONO ANCHE PIU’ CASI DI TUMORE E AUTISMO. CHE SIANO I DISERBANTI E I VELENI UTILIZZATI LA CAUSA DI TUTTO QUESTO CATACLISMA, INVECE DEL BATTERIO O DEL FUNGO DI TURNO???? PIU’ GIRO L’ITALIA E PIU’ SONO CONVINTO CHE SIA QUESTO IL MOTIVO.

QUELLO CHE VOGLIO DIRE E’ CHE NON BISOGNA FERMARSI ALLO STUDIO DI UN SINGOLO BATTERIO, FUNGO, MALATTIA, MA VALUTARE ANCHE QUELLO CHE CI STA INTORNO. STUDIARE IL SISTEMA SUOLO-PIANTA-AMBIENTE A 360° E VALUTARE GLI EFFETTI DI QUELLO CHE SI FA SUL LUNGO PERIODO.diserbanti-naturali

 

 

HIPVs: composti vegetali volatili indotti dagli erbivori

Gli HIPVs giocano un ruolo molto importante nelle Interazioni tra pianta e fitofago.

In alcuni casi agiscono come mezzo di difesa diretto, avendo un’azione repellente nei confronti dell’insetto.

Oppure possono funzionare come difesa indiretta attraendo i nemici naturali dell’insetto fitofago tramite una sorta di sos chimico.
Tali sostanze che richiamano i nemici naturali sono detti allelochimici, utili sia all’organismo che li emette (pianta), sia a quello che li capta (predatori).
Una ricerca del 1990 ha dimostrato che i sinomoni (questi volatili salvavita) vengono prodotti solo in presenza di danni tissutali da insetti e non da stress abiotici. È stato provato infatti che l’emissione dei volatili è legata al danno fisico dei tessuti Vegetali in combinazione con la saliva del fitofago.
Un altro aspetto interessante è che le piante attaccate sono in grado di indurre la produzione di sinomoni anche in quelle limitrofe per via aerea tramite composti volatili.
Le risposte indotte sulla pianta da organismi fitofagi sono ricondotte a due percorsi principali: ciclo acido salicilico e acido jasmonico.
Il primo viene attivato da insetti con apparato boccale pungente succhiante come afidi, cocciniglie aleirodidi.
Il secondo da insetti masticatori come lepidotteri, coleotteri e ditteri.
Capite bene che intervenire con prodotti di tipo sintetico va a nuocere nei confronti di questo tipo di comunicazione, con effetti deleteri a lungo termine
**********************************************

Potete seguire anche il mio blog: domenicoprisa.com

scrivermi a domenicoprisa@gmail.com

pagina facebook: @dott.domenicoprisa

gruppi: microrganismi em:protocolli e applicazioni

Apicoltura Micronaturale: protocollo domenico prisa

o il canale youtube Agricoltura Micronaturale

******************************

#micronaturale #difesa #sinomoni #naturale

​Uso di Artemisia annua in fitoterapia

L’artemisia (Artemisia annua) è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Asteraceae. È originaria della Cina ed è da tempo diffusa in Italia e in Europa. L’artemisia negli ultimi anni ha attirato l’interesse della scienza per le sue proprietà medicinali.

L’interesse della scienza per l’artemisia è legato soprattutto al suo contenuto di artemisinina. Nella medicina tradizionale cinese l’artemisia viene utilizzata come rimedio utile in caso di febbre e di problematiche gastrointestinali.
Per cosa usare l’artemisia:
Rimedio utile per la febbre

Rimedio per i problemi gastrointestinali

Proprietà aperitive

Proprietà digestive

Farmaci contro la malaria

Potenziali proprietà anticancro

Riduce i gonfiori addominali

Aiuta a prevenire il mal d’auto

Fluidifica il catarro

Calma la tosse

Previene le infiammazioni

Protegge il fegato

Depura il fegato

Calma i dolori mestruali

Regola il ciclo mestruale

Proprietà antidepressive

Previene i parassiti intestinali

Regola la pressione sanguigna

Abbassa la febbre

Favorisce la diuresi

Previene il diabete
**********************************************

Potete seguire anche il mio blog: domenicoprisa.com

scrivermi a domenicoprisa@gmail.com

pagina facebook: @dott.domenicoprisa

gruppi: microrganismi em:protocolli e applicazioni

Apicoltura Micronaturale: protocollo domenico prisa

o il canale youtube Agricoltura Micronaturale

******************************

#artemisia #micronaturale #cura #domenicoprisa

​La vitellogenina e la Nutrizione stimolante/proteica-grassa in Apicoltura Micronaturale®

L’alimentazione delle api è fondamentale per ottenere risultati produttivi duraturi e per garantire una piena efficienza del loro sistema immunitario

Sapete come le api riescono a passare di generazione in generazione le informazioni che riguardano la difesa da alcuni patogeni? Perchè Nosema rappresenta il principale indiziato nel provocare problemi di immunodeficienza paragonabili all’AIDS?
Come un’alimentazione  basata su microrganismi e farine proteiche e ricche di acidi grassi, puo’ garantire alle api  di superare e prevenire gli stress di natura biotica e abiotica?
Vi spiego tutto in questo documento

**********************************************

Potete seguire anche il mio blog: domenicoprisa.com

scrivermi a domenicoprisa@gmail.com

pagina facebook: @dott.domenicoprisa

gruppi: microrganismi em:protocolli e applicazioni

Apicoltura Micronaturale: protocollo domenico prisa

o il canale youtube Agricoltura Micronaturale

******************************

#vitellogenina #api #aids #nosema #micronaturale #difesa #domenicoprisa

​L’USO DI ARTHROSPIRA MAXIMA (SPIRULINA) NELL’ALIMENTAZIONE

Fa parte Delle alghe verdi-azzurre, un gruppo di circa 1500 specie di microscopiche alghe acquatiche

La spirulina di cui si utilizza il tallo è un alimento completo:
– proteine vegetali facilmente assimilabili e ad Alto valore biologico, pari al 65%

– aminoacidi essenziali superiori a quelli dei legumi

– ficocianina

– carotenoidi tra cui betacarotene e zeaxantina

– sali minerali e oligoelementi:  ferro, manganese, cromo, selenio, magnesio, Fosforo, calcio e iodio

– Vitamine: A,D,E,K, tutto il complesso b

– acidi grassi polinsaturi 
Cosa fa la spirulina?
Permette l’integrità Delle mucose e dei pigmenti necessari per la vista, per la riduzione del colesterolo e per la prevenzione Delle patologie neoplastiche.
È un buon integratore di ferro e di fenilalanina
Ha proprietà antiossidanti, antivirali, anti-tumorali, antiallergiche, immunostimolanti, antipertensive e antidislipidemiche
Ha la capacità di inibire la crescita di batteri, lieviti e funghi
Aumenta la produzione di macrofagi, e di cellule emopoietiche in generale, rafforzando il sistema immunitario.
È utile in caso di ipotiroidismo e come protezione dai radicali liberi.
Interferisce nella replicazione di molti virus: herpes, cytomegalovirus, Eptein Barr virus, morbillo, parotite, influenza A e HIV
L’associazione con selenio si è dimostrata utile per rallentare la crescita del cancro al seno e di quello gastrico
È uno straordinario disintossicante nei confronti dei metalli pesanti in particolare cadmio, mercurio e arsenico.
Ha un’ azione importante di protezione su fegato e reni, in caso di chemioterapia
**********************************************

Potete seguire anche il mio blog: domenicoprisa.com

scrivermi a domenicoprisa@gmail.com

pagina facebook: @dott.domenicoprisa

gruppi: microrganismi em:protocolli e applicazioni

Apicoltura Micronaturale: protocollo domenico prisa

o il canale youtube Agricoltura Micronaturale

******************************

#spirulina #micronaturale #domenicoprisa #cura #senzachimica