Le cactacee

Sono piante xerofite, a fusto succulento, di dimensioni e forma varia: globosa, colonnare, cespitosa, a pala, pendente, prostrata, fogliacea. L’elemento che accomuna questa famiglia è la presenza dell’areola, cuscinetto feltroso da dove emergono spine, aculei, peli, in grado di sostituire i nodi che hanno le altre piante. I cactus a costole hanno le areole lungo gli spigoli di queste, quelli forniti di foglie la mostrano all’ascella di esse, quelli muniti di tubercoli hanno le areole sulla sommità degli stessi. Dalle areole traggono origine anche rami e fiori, i quali possono situarsi sia verso l’apice che lontano da esso. Le spine hanno una struttura superficiale, le radici possono essere lunghe e superficiali, ovvero brevi ma a fittone. Il fusto è spesso succulento con molte o poche spine, può presentarsi glabro, a costolature, a tubercoli, con o senza cefalio. Le foglie sono persistenti solo nella famiglia Pereskioideae, una forma di transizione, non ancora una vera succulenta. Nelle Opuntioideae le foglie sono molto piccole e cadere assai presto, o presentarsi grandi e persistenti. Tipici sono i glochidi, piccolissime spine in grado di staccarsi dalla pianta per aderire a quella parte del soggetto che ha avuto la disavventura di toccarle. I fiori possono essere solitari o a corona, grandi o piccoli, ma senza una netta differenziazione tra il calice e la corolla. Il frutto è quasi sempre una bacca, recante semi in discreta quantità e grandezza.

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