MICRONATURALE PER LA CAROTA: Coltivare e difendere la carota senza l’utilizzo di prodotti di sintesi

Aumentare la qualità in termini di proprietà nutraceutiche e resistenza alle malattie utilizzando metodi a basso impatto ambientale. Come stimolare le piante a produrre di più, migliorando il loro tenore in zuccheri.

Utilizzare microrganismi per la stimolazione delle radici e la repellenza da insetti e funghi. Zeoliti nel suolo per aumentare l’assorbimento di nutrienti ed estratti vegetali per indurre la resistenza nelle piante e respingere funghi e insetti.

Carota (Daucus carota L. var. sativus)

Originaria secondo alcuni autori della zona mediterranea derivante dall’incrocio di ombrellifere spontanee, mentre secondo altri, invece è originaria dell’estremo oriente.
Le prime notizie certe sulla diffusione della coltura risalgono, in Italia, al 1700, mentre nel 1800, in Francia, si iniziò la selezione di molte varietà progenitrici delle attuali cultivar.
Le Nazioni maggiori produttrici, in ordine decrescente sono: Unione Sovietica, Cina, Usa, Polonia, Giappone, Regno Unito, Francia, Germania, Italia.
In Italia le regioni che ne producono di più sono: Sicilia, Abruzzo, Veneto, e alcune importanti coltivazioni nel Savonese, in provincia di Roma, Foggia e Taranto.

E’ una specie biennale della famiglia delle Umbelliferae: la pianta nel primo anno produce una rosetta di foglie ed un fittone carnoso; nel secondo anno dà origine ad un asse fiorale pelosetto, ramificato, alto 1,5-2 metri.
L’infiorescenza a ombrella è composta da ombrellette, variabili nel numero a seconda della posizione e dell’ordine delle ombrelle.
Ciò che viene commercializzato come seme, nelle ombrellifere ed in particolare nella carota, è in realtà un frutticino indeiscente, cioè un achenio. Il seme è di colore marrone ed è dotato di un caratteristico aroma; deve essere preparato per la commercializzazione mediante l’operazione meccanica di sbarbatura; che consiste nell’eliminazione degli aculei di cui il frutto è munito e che ostacolerebbero, se presenti ancora al momento della semina, la distribuzione di precisione dei singoli semi.

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