La coltivazione di Acanthocalycium klimpelianum

Il suo nome deriva da akantha, spina e calyx calice, perché le scaglie sul tubo e sull’ovario sono modificate in spine. Originario dell’Argentina centrale, sulla Sierra de Cordoba.

Fusto globulare, depresso e appiattito all’apice, verde scuro e di circa 10 cm di diametro. Le costolature sono 19 sulle piante adulte, dritte e tubercolate, con areole ellittiche e feltrose, con feltro giallo bruno, ma con l’invecchiamento divengono quasi glabre. Dalle areole nascono 6-8 spine radiali, dritte o ricurve, grosse, coniche e rigide. Le spine centrali sono di solito 2-3. Tutte sono inizialmente brune, poi bruno chiaro e infine grigiastre. I fiori lunghi 3-4 cm e il tubo ha un piccolo anello lanoso alla base.

Coltivazione in pieno sole, non tollera freddo intenso. Propagazione per seme o pollone.

Si avvantaggia dell’uso di rizobatteri e alghe biostimolanti.

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