Coltivazione dell’Asparago (Asparagus officinalis)

L’asparago è un ortaggio che si può coltivare ovunque, sia in zone litoranee a clima caldo, sia al nord e in zone collinari ad inverni molto rigidi, purchè il terreno sia molto sciolto e permeabile, in modo che no ristagni assolutamente l’acqua, per il rischio che marciscano o gelino i rizomi e le grosse radici carnose.

L’asparago selvatico, ben noto ed apprezzato fin dai tempi antichi per le proprietà diuretiche delle radici cresce ovunque allo stato spontaneo. Per quanto piuttosto sottili e verdognoli, si possono raccogliere e mangiare anche i turioni degli asparagi selvatici.

Dal nostro asparago selvatico sono derivate alcune pregevoli varietà (“Di Bassano”, “Di Pescia”, “Di Napoli) che coltivati in terreni molto fertili, producono turioni assai grossi, verdognoli ma saporitissimi. I turioni che costituiscono la parte commestibile dell’asparago restano bianchi e risultano molto teneri finchè si sviluppano nel terreno, mentre prendono un colore verde o rosato appena spuntano fuori terra; perciò vanno colti tempestivamente, appena spuntati, per evitare che diventino fibrosi.

L’asparago è una pianta perenne a fusti erbacei alti fino a 1 mt., eretti e ramificati, che si seccano del tutto nella stagione autunnale. E’ perenne il rizoma ingrossato su cui sono inserite le radici carnose e da cui spuntano i turioni che, se non vengono colti, danno origine ai fusti erbacei di cui si è detto.

Come si coltiva l’asparago???

E’ una pianta pluriennale che può restare in coltura per 10-12 anni; la raccolta dei turioni si ripete annualmente a partire dal terzo anno, con l’avvertenza di lasciarne almeno 2-3 per pianta per consentire l’ingrossamento dei rizomi e l’accumulo delle sostanze di riserva. I terreni migliori sono quelli sabbiosi e leggermente calcarei, purchè si provveda ad un’abbondante concimazione all’impianto e nelle annate successive.

La semina si può eseguire direttamente a dimora, ma conviene senz’altro iniziare la coltura interrando il seme in appositi semenzai; il trapianto delle radici si esegue dopo due o tre anni.

A tale scopo si scavano delle fosse profonde 50-60 cm, dove si interra abbondantemente letame o altro concime organico; sopra si sparge della terra fertile e poi si sistemano le zampe in ragione di 3-4 mq, di solito a file abbinate e ravvicinate.

Nelle annate successive si colmano progressivamente le fosse e poi si formano i caratteristici cumuli delle asparagiaie, per la tendenza naturale dell’asparago a sviluppare le radici e di conseguenza i turioni ad un livello sempre più alto; ovviamente, quando inizia la produzione, sopra i rizomi deve trovarsi uno strato di terriccio, meglio se sciolto e sabbioso, alto almeno 25 cm.

Le cure colturali consistono in sarchiature e concimazioni annuali a fine inverno. Consiglio di integrare anche biostimolanti microbici (rizobatteri in particolare), che possono migliorare lo sviluppo delle piante.

Riassumendo:

Clima: qualsiasi

Terreno: profondo, permeabile, sciolto, fertile e fresco.

Esposizione: soleggiata

Semina: in semenzaio a primavera in ragione di 3-4 gr. di seme mq

Trapianto: tardo autunno o fine inverno, utilizzando zampe di 2-3 anni.

Distanza fosse: 1 mt

Ciclo colturale: 10-12 anni

Raccolta: da marzo a giugno

Produzione: 10-12 turioni per pianta

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