La decontaminazione dei pfas con i microrganismi

I microrganismi possono essere davvero una strategia importante nella decontaminazione dei suoli e delle acque. Io nasco come tutti sanno ricercatore in agricoltura, da anni mi occupo di tecniche che possano garantire una riduzione della chimica di sintesi per la coltivazione e la difesa delle piante. Ho ottenuto molti risultati e glorificazioni. Ma non è questo l’importante.

La microbiologia mi ha permesso di avvicinarmi a tutti i settori ambientali, l’agricoltura, l’apicoltura, la zootecnia, il risanamento ambientale, quando si parla di microbi sono tutte collegate.

Ho fatto tantissime prove più di 700 ormai (e anche se molti sono scettici o dubitano delle mie sperimentazioni, io non voglio e non cerco l’approvazione di nessuno), posso dire che in tanti anni di lavoro, ormai credo di aver capito come funzionano certi meccanismi biologici.

Nelle interviste hanno detto che appartengo a Università e a Centri di Ricerca, io sono invece un semplice ricercatore (per i titoli ma soprattutto per la passione) precario da 15 anni, siciliano doc, che cerca in natura la soluzione ad alcuni problemi che l’uomo provoca all’ambiente.

Non voglio passare per Salvatore della Patria, perchè non lo sono, sono invece un semplice ragazzo che sta cercando da solo con passione e determinazione le risposte, alle domande che molte persone vogliono.

Non lo faccio nè per soldi, nè per la gloria, come qualcuno pensa, e finire sui giornali e sulle tv mi fa soltanto sorridere.

Ci sono tantissime ricerche soprattutto americane e giapponesi che trattano dell’uso dei microrganismi per la decontaminazione di varie sostanze pericolose per l’uomo e l’ambiente.

Le tecnologie microbiche sono le più utilizzate perchè sono l’unico mezzo per trattare superfici cosi’ vaste e in molti casi hanno ottenuto bellissimi risultati. Si può lavorare con ceppi già conosciuti, ipotizzando il loro meccanismo di lavoro, o selezionare sul luogo inquinato (visto che probabilmente la risposta si trova proprio li).

La selezione naturale fa si che nei luoghi inquinati possano adattarsi e svilupparsi solo quei ceppi in grado di utilizzare quel contaminante come fonte energetica, molti sviluppano dei recettori di membrana per utilizzare i metalli pesanti per la loro respirazione.

Solitamente il problema principale quando si lavora con queste cose è adattare la tecnica sviluppata in condizioni controllate, in ambienti dove è alta la competizione e dove nutrienti e le temperature sono variabili. Ciò non vuol dire che la metodologia non funziona, ma soltanto che bisogna studiare e applicare il tutto al luogo dove si lavora.

Cosa possono fare i microrganismi col contaminante?

  • trasformarle in minerali elementari
  • incapsularli e renderli inerti
  • diventare parte strutturante del batterio che alla sua morte viene mangiato da un altro batterio
  • vengono legati ai recettori di membrana in siti specifici e utilizzarli per la respirazione
  • ossidarli e ridurli e renderli inerti
  • ossidarli e ridurli aprendo la strada all’utilizzazione da parte di altri microrganismi
  • trasformarli in co2

 

Io come molti sanno solitamente uso la bioconfusione e il cometabolismo, i microrganismi mentre mangiano un nutriente da me fornito in dosi variabili e in periodi definiti, non riconoscono il contaminante e senza saperlo lo degradano.

Il tutto sta nello studiare il luogo dove si vuole applicare la tecnica. Numerosi sono gli articoli che parlano di ceppi utilizzabili per queste cose, meglio ancora se si potesse andare nel sito inquinato a selezionare i ceppi d’interesse.

Ci tengo a dire solo una cosa, a me la pubblicità non interessa, meno si fa il mio nome meglio è, non m’interessano i finanziamenti, ho la gente che mi aiuta ad andare avanti, non m’interessano le collaborazioni o meglio voglio collaborare con persone che hanno i miei valori e la pensano come me. Non è un giornale che può dire chi sono,  come lavoro e come la penso, ma le migliaia di persone che tutti i giorni mi scrivono e mi chiamano, loro si. E io li ringrazio di cuore.00050006

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