L’acqua strutturale presente nella zeolitite e’ in grado in base al cambiamento del clima e alle escursioni termiche di entrare e uscire dalla roccia vulcanica. Questo meccanismo, di entrata e uscita è un processo esostermico che determina calore e che riduce gli stress da freddo e da caldo nelle zone (foglie e radici) che sono a contatto con la zeolitite. Si crea una sorta di capsula dove all’interno si riducono gli sbalzi termici e la pianta ha la possibilità di adattarsi al cambiamento repentino del clima.
La zeolitite a chabasite per la sua struttura scabrosa rispetto alle altre zeolititi è inoltre maggiormente in grado di respingere gli attacchi degli insetti e può tramite l’assorbimento dell’umidità e dei veli d’acqua, ridurre in maniera significativa la germinazione delle spore fungine.
Numerosi sono stati i riscontri positivi e significativi nelle mie sperimentazioni e da clienti a cui faccio consulenza, nei periodi delle gelate primaverili e nei momenti di scarsità di acqua su vite, pesco, pomodoro, melanzana, peperone, zucchino, carciofo, cactacee e succulente, floricoltura e ornamentali, dove le piante non hanno minimamente subito lo stress abiotico
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