IL METODO A CATAPULTA PER IL CONTROLLO DELLA CIMICE ASIATICA

Ebbene sì in questi ultimi mesi insieme alle mille ricerche che sto facendo in  (Agricoltura, Apicoltura e Risanamento Ambientale) e ai numerosi viaggi per portare in giro per il Mondo Agricoltura Micronaturale, sto sperimentando nuovi metodi per il controllo di diverse patologie.

In particolare mi sto occupando della cimice asiatica valutando diverse metodologie. Come sapete sono contro i prodotti chimici che ovviamente causerebbero resistenza nell’insetto (modifiche nel comportamento, nell’esoscheletro, nello sviluppo di simbionti che potrebbero cibarsi del prodotto chimico utilizzato per il controllo e che non funzionerebbe più, etc.).
E allora vi chiederete come fai a controllare questo insetto polifago?

Avete presente come fa il cane a far entrare la pecora nel recinto….beh credo che si possa usare la stessa tecnica per ingabbiare questo insetto che causa così tanti problemi.
Veicolare e indirizzare (tramite dei film protettivi naturali e repellenti, spruzzati sulle foglie e frutti, io uso in particolare la zeolitite a chabasite, estratti vegetali e particolari ceppi microbici) l’insetto patogeno verso determinate aree dove sono presenti dei pannelli mimetizzati con sulla superficie una colla.
Gli insetti nel loro spostamento (costretto) verso la gabbia mimetizzata, una volta che toccano queste superfici collose non sono più in grado di scappare perché rimangono incollate.  L’ho chiamato il metodo Catapulta e l’ho sto provando in alcune aziende che presentano il problema.

I risultati sembrano molto interessanti.
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​L’uso della zeolitite a chabasite nella protezione degli stress termici (Dr. Domenico Prisa)

L’acqua strutturale presente nella zeolitite e’ in grado in base al cambiamento del clima e alle escursioni termiche di entrare e uscire dalla roccia vulcanica. Questo meccanismo, di entrata e uscita è un processo esostermico che determina calore e che riduce gli stress da freddo e da caldo nelle zone (foglie e radici) che sono a contatto con la zeolitite. Si crea una sorta di capsula dove all’interno si riducono gli sbalzi termici e la pianta ha la possibilità di adattarsi al cambiamento repentino del clima.

La zeolitite a chabasite per la sua struttura scabrosa rispetto alle altre zeolititi è inoltre maggiormente in grado di respingere gli attacchi degli insetti e può tramite l’assorbimento dell’umidità e dei veli d’acqua, ridurre in maniera significativa la germinazione delle spore fungine.
Numerosi sono stati i riscontri positivi e significativi nelle mie sperimentazioni e da clienti a cui faccio consulenza, nei periodi delle gelate primaverili e nei momenti di scarsità di acqua su vite, pesco, pomodoro, melanzana, peperone, zucchino, carciofo, cactacee e succulente, floricoltura e ornamentali, dove le piante non hanno minimamente subito lo stress abiotico
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​LA DIFESA MICRONATURALE DELLA PERONOSPORA

È una malattia crittogamica importante che colpisce diverse specie. Pioggia e umidità elevata sono condizioni favorevoli per lo sviluppo della peronospora.

Sulla faccia inferiore delle foglie compare una polvere bianca. Chiazze bruno-verdastre appaiono sulla superficie superiore delle foglie.

Queste si seccano e marciscono con un clima umido.
La peronospora può distruggere un intero raccolto.
Ricetta per il controllo della peronospora
In un litro di acqua calda
– 200g di ortica triturata

– 200g di consolida triturata

– 100g di equiseto triturato

– 100g di pompelmo triturato
Far riposare per 48 ore a 30°c e filtrare
Per 1l di prodotto:
– 200 ml del composto

– 50 ml di Em o Gea difesa

– 50g di zeolite micronizzata
Spruzzare ogni 10-15 giorni su foglie e suolo
Per protocolli specifici contattatemi direttamente
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AGRICOLTURA MICRONATURALE®. IL CONTROLLO DELLA CIMICE ASIATICA CON TECNICHE INNOVATIVE SOSTENIBILI.

La cimice asiatica è identificata come Halyomrpha halys e proviene da Cina, Giappone e Corea. Nel 2007 è stata vista per la prima volta in Europa, nel 2010 in America e nel 2012 in Italia.

La cimice asiatica in Italia è presente in Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Trentino Alto Adige e si sta espandendo rapidamente in altre aree geografiche del Centro e del Nord. In assenza di misure contenitive, la cimice asiatica arriverà ben presto anche nel Meridione d’Italia.

E’ molto prolifera, si moltiplica velocemente e anche famelica,dato l’assenza di predatori naturali nel nostro Paese.

Nelle mie sperimentazioni ho ottenuto risultati importanti contro questa cimice utilizzando:

una miscela di zeolitite a chabasite micronizzata e caolino, olio di neem, quassia amara e peperoncino diluite in acqua.

Il trattamento va effettuato una volta ogni 15 giorni (la miscela zeolitite a chabasite e caolino ad alto dosaggio), perchè crea problemi all’aderenza della cimice sulle foglie, negli spostamenti, nella respirazione e nella riproduzione. Il neem, la quassia amara e il peperoncino sono degli ottimi repellenti. Nei miei studi sembra che queste sostanze interferiscano sul sistema di ricezione della cimice verso i tessuti vegetali (riescono insomma a nascondere gli odori utili per localizzare i punti da attaccare).

Nella mie due sperimentazioni che ho effettuato in Emilia Romagna e in Trentino utilizzando la miscela sopra indicata sono riuscito a ridurre del 54% gli attacchi della cimice su vite, ortive e melo.

Sto effettuando nuove sperimentazioni per valutare nuovi estratti (inula viscosa e leptospermum scoparium) e nuovi dosaggi di zeolite+caolino.

 

 

La coltivazione micronaturale del mandorlo

Il mandorlo (Amygdalus communis) è molto coltivato in Usa e nei Paesi mediterranei. Appartiene alla famiglia delle rosacee e presenta un portamento più aperto rispetto alpesco e un’altezza maggiore. La fioritura è molto anticipata in relazione all’ambiente e alla varietà. L’impollinazione è entomofila e le cultivar sono autoincompatibili o interincompatibili. L’apparato radicale nel mandorlo coltivato nei terreni acidi e ricchi di scheletro raggiunge una notevole profondità di espansione.

Nel terreno destinato allo sviluppo di piante spontanee occorre evitare qualsiasi intervento chimico, di lavorazione del suolo e di combustione.

Prima di procedere al reimpianto è opportuno:

Far riposare il terreno per almeno due anni, praticando inoculazioni di microrganismi o coltivando piante da sovescio

Asportare residui radicali delle colture precedenti

Concimazione organica con letame o humus di lombrico pretrattato con microrganismi

idonei portinnesti

In queste prove effettuate con tecniche innovative è messa a confronto l’Agricoltura Micronaturale, con quella convenzionale.Diapositiva2Diapositiva3Diapositiva4Diapositiva5Diapositiva6Diapositiva7Diapositiva8Diapositiva9Diapositiva10Diapositiva11

La coltivazione e difesa MICRONATURALE dell’albicocco

Coltivato prevalentemente nel bacino del mediterraneo in Spagna, Italia, Francia, Grecia, Turchia e in Ungheria e Usa. L’Italia è il maggior produttore europeo con le regioni Emilia Romagna, Piemonte, Campania, Basilicata.

Albero di medio sviluppo, col fusto tozzo, a corteccia scura, fiori solitari rosacei, prodotti su rami misti o dardi a mazzetto. Scarsa capacità di adattamento per cui ogni cultivar manifesta la predisposizione a essere coltivata in un determinato ambiente.

L’albicocco resiste bene al freddo invernale, ma teme le gelate primaverili o le piogge persistenti durante la fioritura.

In queste sperimentazioni vi mostro gli effetti della Strategia MICRONATURALE sulla coltivazione e difesa dell’albicocco.

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Olivicoltura micronaturale. Intervista

Dopo l’evento di venerdi’ su olivicoltura micronaturale, molte persone mi hanno contattato per l’utilizzo della zeolite nella difesa dell’olivo.

L’evento è stato pubblicato e a breve su TVL ci sarà una mia intervista.

Per me è stato un onore e un piacere partecipare all’evento.

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