AGRICOLTURA MICRONATURALE: IL LIBRO SULLE ZEOLITITI-PROF. ELIO PASSAGLIA E DR. DOMENICO PRISA

Ed ecco la pagina dove acquistare il libro sulle zeolititi scritto con il mio amico Elio Passaglia.
155 pagine di conoscenza, esperienza e valutazione in campo dell’uso di questi minerali in agricoltura, zootecnia e risanamento ambientale.


Il ricavato delle vendite di questo ebook verrà riutilizzato per effettuare nuove sperimentazioni e per un’edizione cartacea


Grazie a tutti!!!


http://www.lulu.com/shop/elio-passaglia-and-domenico-prisa/contributo-delle-zeolititi-nella-mitigazione-delle-problematiche-ambientali-conseguenti-alle-vigenti-pratiche-agricole-alla-gestione-dei-reflui-zootecnici-ed-in-floricoltura/ebook/product-23484950.html

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AGRICOLTURA MICRONATURALE: COSA UTILIZZARE DOPO LA POTATURA PER CONTROLLARE LE MALATTIE FUNGINE, BATTERICHE E LE VIROSI.

La potatura è caratterizzata da un insieme di tecniche che hanno come obiettivo quello di regolare la crescita della vegetazione, della formazione dei fiori e dello sviluppo dei frutti di alberi, piante e arbusti.

Generalmente la potatura si effettua tramite operazioni di taglio dei rami. Ma si può intervenire anche tramite l’asportazione di germogli superflui (scacchiatura), l’eliminazione dei polloni basali (spollonatura); oppure la sfogliatura, ossia lo sfoltimento delle chiome in eccesso.

La fase successiva dopo il taglio è quella più pericolosa per le piante, perché le ferite che si vengono a creare su rami e foglie, possono essere i siti da dove i funghi, i batteri e i virus penetrano nella linfa Delle piante diffondendosi e portando spesso alla morte.

Normalmente si possono fare interventi di vario tipo per disinfettare e chiudere le ferite, utilizzando: il rame, lo zolfo, la calce, il mastice, la cera etc.

Io normalmente non uso queste sostanze, ma utilizzo altri prodotti, in particolare:

– la zeolitite a chabasite micronizzata, un allumino-silicato ricco in silicio che svolge diverse funzioni: copertura sul lungo periodo della ferita, sterilizzazione e cicatrizzazione, antifungino naturale

– i microrganismi: in particolare i miei Symbac o i microrganismi Em, che svolgono un’azione sia di colonizzazione Delle superfici e di antagonismo verso i patogeni, sia di azione stimolatrice Delle difese Delle piante

– estratti vegetali in particolare: estratto di aloe (cicatrizzante), equiseto (antifungino e disinfettante), propoli (induttore di resistenza)

Trattamento Micronaturale dopo la potatura

Su 100L di acqua:

– 4 Kg di zeolitite micronizzata
– 3L di Symbac (Gea difesa) o Microrganismi Em
– (1L estratto idroalcolico equiseto, 1L di estratto idroalcolico di aloe, 1 L di estratto idroalcolico di propoli

Due trattamenti a distanza di 7 giorni dopo la potatura.

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IL METODO A CATAPULTA PER IL CONTROLLO DELLA CIMICE ASIATICA

Ebbene sì in questi ultimi mesi insieme alle mille ricerche che sto facendo in  (Agricoltura, Apicoltura e Risanamento Ambientale) e ai numerosi viaggi per portare in giro per il Mondo Agricoltura Micronaturale, sto sperimentando nuovi metodi per il controllo di diverse patologie.

In particolare mi sto occupando della cimice asiatica valutando diverse metodologie. Come sapete sono contro i prodotti chimici che ovviamente causerebbero resistenza nell’insetto (modifiche nel comportamento, nell’esoscheletro, nello sviluppo di simbionti che potrebbero cibarsi del prodotto chimico utilizzato per il controllo e che non funzionerebbe più, etc.).
E allora vi chiederete come fai a controllare questo insetto polifago?

Avete presente come fa il cane a far entrare la pecora nel recinto….beh credo che si possa usare la stessa tecnica per ingabbiare questo insetto che causa così tanti problemi.
Veicolare e indirizzare (tramite dei film protettivi naturali e repellenti, spruzzati sulle foglie e frutti, io uso in particolare la zeolitite a chabasite, estratti vegetali e particolari ceppi microbici) l’insetto patogeno verso determinate aree dove sono presenti dei pannelli mimetizzati con sulla superficie una colla.
Gli insetti nel loro spostamento (costretto) verso la gabbia mimetizzata, una volta che toccano queste superfici collose non sono più in grado di scappare perché rimangono incollate.  L’ho chiamato il metodo Catapulta e l’ho sto provando in alcune aziende che presentano il problema.

I risultati sembrano molto interessanti.
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​L’uso della zeolitite a chabasite nella protezione degli stress termici (Dr. Domenico Prisa)

L’acqua strutturale presente nella zeolitite e’ in grado in base al cambiamento del clima e alle escursioni termiche di entrare e uscire dalla roccia vulcanica. Questo meccanismo, di entrata e uscita è un processo esostermico che determina calore e che riduce gli stress da freddo e da caldo nelle zone (foglie e radici) che sono a contatto con la zeolitite. Si crea una sorta di capsula dove all’interno si riducono gli sbalzi termici e la pianta ha la possibilità di adattarsi al cambiamento repentino del clima.

La zeolitite a chabasite per la sua struttura scabrosa rispetto alle altre zeolititi è inoltre maggiormente in grado di respingere gli attacchi degli insetti e può tramite l’assorbimento dell’umidità e dei veli d’acqua, ridurre in maniera significativa la germinazione delle spore fungine.
Numerosi sono stati i riscontri positivi e significativi nelle mie sperimentazioni e da clienti a cui faccio consulenza, nei periodi delle gelate primaverili e nei momenti di scarsità di acqua su vite, pesco, pomodoro, melanzana, peperone, zucchino, carciofo, cactacee e succulente, floricoltura e ornamentali, dove le piante non hanno minimamente subito lo stress abiotico
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AGRICOLTURA MICRONATURALE®. IL CONTROLLO DELLA CIMICE ASIATICA CON TECNICHE INNOVATIVE SOSTENIBILI.

La cimice asiatica è identificata come Halyomrpha halys e proviene da Cina, Giappone e Corea. Nel 2007 è stata vista per la prima volta in Europa, nel 2010 in America e nel 2012 in Italia.

La cimice asiatica in Italia è presente in Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Trentino Alto Adige e si sta espandendo rapidamente in altre aree geografiche del Centro e del Nord. In assenza di misure contenitive, la cimice asiatica arriverà ben presto anche nel Meridione d’Italia.

E’ molto prolifera, si moltiplica velocemente e anche famelica,dato l’assenza di predatori naturali nel nostro Paese.

Nelle mie sperimentazioni ho ottenuto risultati importanti contro questa cimice utilizzando:

una miscela di zeolitite a chabasite micronizzata e caolino, olio di neem, quassia amara e peperoncino diluite in acqua.

Il trattamento va effettuato una volta ogni 15 giorni (la miscela zeolitite a chabasite e caolino ad alto dosaggio), perchè crea problemi all’aderenza della cimice sulle foglie, negli spostamenti, nella respirazione e nella riproduzione. Il neem, la quassia amara e il peperoncino sono degli ottimi repellenti. Nei miei studi sembra che queste sostanze interferiscano sul sistema di ricezione della cimice verso i tessuti vegetali (riescono insomma a nascondere gli odori utili per localizzare i punti da attaccare).

Nella mie due sperimentazioni che ho effettuato in Emilia Romagna e in Trentino utilizzando la miscela sopra indicata sono riuscito a ridurre del 54% gli attacchi della cimice su vite, ortive e melo.

Sto effettuando nuove sperimentazioni per valutare nuovi estratti (inula viscosa e leptospermum scoparium) e nuovi dosaggi di zeolite+caolino.