Micronaturale: le colture sottoutilizzate

La sicurezza alimentare nel mondo è oggi dipendente da un numero limitatissimo di colture agrarie: non più di 40 specie soddisfano il 90% del fabbisogno calorico dell’intera umanità (grano, riso e mais da sole ne soddisfano ben il 60%). Questo basso numero di specie vegetali e animali è causa di grande insicurezza alimentare per tutti i Paesi, inclusa l’Italia.

Tra le colture che potrebbero offrire un contributo sostenibile nel combattere le sfide alimentari vi sono una categoria di specie cosiddette sottoutilizzate, specie cioè il cui potenziale alimentare è oggi sfruttato in scarsa misura.

La valorizzazione di queste specie riveste un’importanza strategica per il nostro paese, anche in relazione alla loro valenza nel settore dell’ecoturismo e della produzione di prodotti tipici.

Molte sono le specie che in Italia ricadono nella categoria di colture sottoutilizzate. Come ad esempio il grano saraceno, leguminose da granella come la cicerchia, fruttiferi come il corbezzolo, il gelso, il melograno, la mela cotogna, l’azzeruolo, il sorbo, l’alk ekengi, numerose specie ortive (Leopoldia comosa, Allium sp pl., Asparagus sp. pl., Beta sp. pl., Cichorium sp. pl., Scolymus hispanicus, Crambe maritima, Atriplex sp. pl., Brassica sp. pl., Rumex acetosa, Portulaca oleracea).

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