Micronaturale: utilizzo della zeolitite a chabasite nella difesa delle piante da insetti e funghi patogeni, resistenza agli stress abiotici, induzione indiretta delle difese e della stimolazione ormonale delle piante. E ruolo nella colonizzazione microbica

Le zeolititi in generale non possono essere considerate in agricoltura le soluzioni di tutti i mali, ma inserite in protocolli opportunatamente studiati e calibrati per l’ambiente dove si va ad agire, possono ridurre gli stress biotici e abiotici e incrementare le prestazioni dei prodotti convenzionali (per chi ne vuole fare uso).

Dalle mie sperimentazioni in 18 anni di ricerca posso dire che la zeolitite a chabasite in particolare (è quella su cui mi sono soffermato di più nei miei studi per motivi di natura chimica e fisica) puo’ determinare effetti importanti nella coltivazione delle piante e nel controllo degli insetti e dei funghi patogeni perché:

Zeolitite a chabasite micronizzata (150 micron; 10 micron)

– fra tutte le Zeolititi, possiede una struttura scabrosa in grado di determinare problemi all’aderenza degli insetti sui tessuti vegetali

– possiede una grossa capacità disidratante in particolare sulle larve e durante la muta degli insetti, quando l’esoscheletro risulta più sensibile agli agenti esterni. Questa capacità è allargata anche ai funghi (disidratazione delle spore e assorbimento dell’umidità necessaria ai funghi per spostarsi)

È in grado inoltre di assorbire i fitormoni in particolare l’etilene, che può veicolare gli insetti sui frutti

– provoca problemi all’apparato respiratorio (soprattutto degli insetti che non hanno peli a protezione) e nel volo. Effetto che si riduce sugli insetti che hanno un esoscheletro peloso come le api e grosse capacità di pulizia (grooming).

– possiede la capacità di riflettere la luce e di mantenere costante, (mediante processi esotermici) la temperatura nelle zone in cui la zeolitite aderisce, foglie, frutti, radici

– possiede minor contenuto in Na rispetto alle altre Zeolititi e maggiore in potassio, importante nella fioritura e allegagione

– può essere utilizzata anche nella protezione dei frutti nel post-raccolta

– utilizzata spesso come cicatrizzante e disinfettante dopo le potature, riduce gli stress sulla pianta e la possibile entrata di funghi patogeni nei vasi linfatici e tessuti interni

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Zeolitite a chabasite nel suolo (0-3 mm; 3-6 mm)

– richiama i Microrganismi nelle zone in cui la zeolitite viene inserita (possiede cariche elettriche che richiamano batteri e funghi a corta e lunga distanza)

– possiede dell’acqua interna un 10% circa che viene utilizzata da batteri e funghi durante i periodi di stress. I Microrganismi superano lo stress idrico e di temperatura al loro interno ed iniziano a colonizzare l’ambiente dopo che la situazione ambientale è tornata alla normalità

– garantisce approvvigionamento di acqua e nutrienti per la pianta al momento del bisogno, acqua e nutrienti che non sono adsorbiti solo a livello strutturale della chabasite, ma che rimangono adesi come goccioline alla radice che a contatto con la zeolitite produce una sorta di muco. La pianta richiama queste goccioline all’interno della radice al momento del bisogno

– riduce il compattamento del suolo e favorisce l’ossigenazione e il drenaggio

– aumenta lo sviluppo radicale e grazie all’azione dei microrganismi che la colonizzano (ho sviluppato un brevetto con zeolitite a chabasite con Microrganismi), favorisce la stimolazione ormonale radicale e vegetativa, l’induzione di resistenza e l’occupazione dei siti d’infezione.

– ulteriori studi stanno dimostrando la capacità della zeolitite di indurre la stimolazione radicale (di piante e talee), grazie alle sue proprietà elettriche

– utilizzata con determinati Microrganismi che inibiscono la germinazione dei semi delle piante infestanti, può ridurne lo sviluppo

– facilita la germinazione dei semi e la radicazione delle talee perché rispetto ad altri materiali (pomice, perlite, vermiculite) può garantire un’umidità costante più a lungo

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La zeolitite a chabasite per me che la studio da tanti anni, rappresenta la base dei trattamenti Micronaturali a base di: Microrganismi di varia origine, repellenti naturali, induttori di resistenza, biostimolanti, adesivanti. Un qualcosa che non uccide, ma che crea fastidio e che si inserisce bene in un contesto dove il rispetto ambientale, la fa da padrone.

Come ho sempre detto per utilizzare certi prodotti nel miglior modo e ottenere risultati, bisogna conoscerne le caratteristiche, i dosaggi idonei per la specie vegetale e l’ambiente in cui si va a lavorare, la stagionalità, il tipo di protocollo utilizzato (convenzionale, biologico, biodinamico, Micronaturale). Per questo ogni volta che intervengo voglio avere più informazioni possibili sul luogo dove vado ad interagire, per adattare Micronaturale o altre metodiche, all’ambiente su cui si va a lavorare.

Ovviamente ciò che dico è il frutto della mia esperienza, molte persone potranno avere idee diverse, che rispetto e non contesto (anche se spesso ne leggo di cavolate), perché l’obiettivo è sviluppare il mio progetto micronaturale, non danneggiare gli altri.

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