Effetto dei pesticidi sulla microbiologia del suolo

Le reazioni della fauna agli insetticidi si accompagnano a modificazioni della microflora del suolo, con interferenze anche sul tasso di decomposizione della materia organica.

Come effetto si ha spesso che la fauna del suolo risulta numericamente più abbondante, dopo un trattamento pesticida, ma caratterizzata da un modificato equilibrio naturale in rapporto alla composizione tra parassiti e predatori e soprattutto alla proporzione tra ospiti e preda, a beneficio di uno o più gruppi, che diventano dominanti (generalmente patogeni per le piante).

Diverso dal comportamento dei diserbanti e degli insetticidi risulta quello dei fungicidi, che sono specificamente diretti al controllo dei microrganismi fitopatogeni, ma che determinano l’eliminazione di gran parte della popolazione microbica del terreno e delle attività biochimiche che essa determina.

L’entità della uccisionedi funghi saprofiti ecologici, attinomiceti, protozoi, batteri autotrofi ed eterotrofi dipende dallo specifico composto, dalla dose d’impiego, dal tipo di terreno e da molte variabili dell’ambiente. In letteratura ormai si trovano molti lavori scientifici che dimostrano una maggiore resistenza ai fungicidi e antiparassitari dei microrganismi patogeni rispetto a quelli considerati convenzionalmente buoni.

L’effetto dei fungicidi e dei fumiganti si esplica attraverso le seguenti fasi:

a) iniziale, in cui la microflora subisce una drastica diminuzione, seguita da analoga riduzione del numero di batteri e attinomiceti;

b)fase secondaria, durante la quale la microflora inizia l’adattamento alle mutate condizioni dell’habitat; questo stadio che può essere breve o durare alcuni mesi, è caratterizzato dalla moltiplicazione dei vari tipi microbici che raggiungono densità superiori a quelle esistenti nel terreno prima del trattamento. Il problema è che spesso le forme patogene prevalgono su quelle utili alle piante;

c)terza fase caratterizzata dallo stabilirsi di un nuovo equilibrio biologico.

Si hanno dati significativi nella letteratura a tal riguardo e tra i funghi riscontrati più frequenti nella ricolonizzazione troviamo Aspergillus, Fusarium, Mucor, Penicillium, Pyrenochaeta.

Un altro problema è dovuto al fatto che il 95% delle specie vegetali presenti in natura per poter assorbire i nutrienti dal suolo ha bisogno di una simbiosi con un microrganismo. L’utilizzo di antiparassitari, fungicidi e diserbanti generalmente crea la morte dei cosiddetti microrganismi utili, ciò fa si che la pianta assorba meno nutrienti o addirittura non lo faccia proprio perchè non dispone nella rizosfera di un microrganismo simbionte.

Le piante inoltre in seguito a un trattamento chimico di sintesi devono sprecare gran parte delle loro risorse: 1) per risollevarsi dallo stato di debilitazione causato dall’azione degli antiparassitari e fungicidi , generalmente riparare le microustioni che si formano sulle foglie; 2) incrementare la produzione di essudati nel terreno per richiamare nuovi microrganismi simbiontici.

Venendo a mancare delle risorse, utilizzate per ovviare ad altre problematiche di natura fisiologica, le piante possono produrre meno (fiori, frutti, foglie) e produrre prodotti di qualità inferiore (decolorazioni, ustioni, strutture deformi).

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