AGRICOLTURA MICRONATURALE: STUDI DI MICROBIOLOGIA E FISIOLOGIA SU ALOE ARBORESCENS

Il genere Aloe è da sempre classificato nella famiglia delle Liliacee, perché legato come sono i gigli, le cipolle, aglio e asparagi ad un originario bulbo.

Oggi grazie a Tom Reynolds l’Aloe è inserita in una nuova famiglia botanica le Aloaceae. È una pianta sempreverde, ad arbusto, perenne e rampicante, con fogliame grasso che possiede fiori a forma allungata dal colore che oscilla per le varie specie, tra una gamma cromatica che va dall’arancio al rosso scarlatto.

Comprende circa trecentocinquanta varietà di piante sul pianeta. Si pensi che solo In Sudafrica nel 1955 ne sarebbero state catalogate ben 132 specie.

Fra le aloe di grandi dimensioni e d’interesse cosmetico curativo ricordo l’Aloe arborescens, l’Aloe Ferox, l’Aloe barbadensis bar. Vera, l’Aloe chinensis, l’aloe saponaria e succotrina.

Aloe arborescens Miller

Originaria dell’Africa centro-meridionale a tutt’oggi è molto diffusa in Sudafrica, Asia, soprattutto in Russia e Giappone. Non si sviluppa in un unico ceppo, ma si estende in un tronco legnoso centrale, con crescita fogliare alternata che può raggiungere i due, tre metri.

È una pianta perenne con foglie grasse, ad evoluzione spiraliforme, di colore grigio-verde e meno carnose, più sottili e filiformi, di lunghezza compresa tra i 50 e i 60 cm è un peso tra i 10 e i 100 g l’una.

Nelle sue foglie sono presenti elementi antrachinonici, principalmente alpine, che hanno effetto purgante, citoprotettivo e antitumorale.

Studi di microbiologia sull’aloe

Attualmente mi sto dedicando allo studio della microbiologia dell’aloe, nelle sue radici dalle diverse valutazioni effettuate sono presenti spesso molti ceppi antagonisti, che garantiscono sia una maggiore difesa dai patogeni tellurici, sia un incremento tramite stimolazione ormonale del Contenuto di metaboliti presenti all’interno Delle foglie.

L’aloe arborescens rispetto alle altre aloe ha un contenuto di metaboliti protettivi superiore alle altre aloe, ciò può essere correlato al fatto che da indagini della rizosfera e sui peli radicali, effettivamente l’arborescens ha un maggior numero e diversità di ceppi MICROBICI che la colonizzano e che inducono il meccanismo di resistenza (che garantisce una maggior produzione di metaboliti di difesa).

L’inoculazione di microrganismi in determinati periodi della vita dell’aloe può determinare un incremento Delle proprietà curative di queste piante ed è quindi possibile influenzare tramite questo meccanismo la qualità e la quantità dei metaboliti nutraceutici prodotti

Ringrazio l’amico Sandro Sechi che gentilmente dalla Sardegna mi ha inviato queste piante per i miei studi.

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