AGRICOLTURA MICRONATURALE: TRATTAMENTO DELLE FOSSE BIOLOGICHE CON MICRORGANISMI

(Protocollo dr. Domenico Prisa)

Le fosse biologiche sono Delle fognature di tipo statico che vengono normalmente utilizzate nei condomini, nelle case isolate, nei campeggi, negli alberghi e villaggi vacanze.
Spesso si utilizza questo metodo perché tali utenze non sono servite da fognature di tipo dinamico o proprio per una scelta personale di coloro che vivono in quel determinato ambiente.

Con tale sistema si possono raccogliere sia le acque nere e le acque e grigie, mentre non vengono convogliate le acque pluviali.

Gli scarichi possono essere ulteriormente trattati con altri metodi come:
–  subirrigazione
– fitodepurazione
– trincea drenante.

Tali metodi garantiscono un ulteriore abbattimento del carico organico attraverso metodologie meccaniche, chimiche e biologiche.

Le fosse biologiche tradizionali sono costituite da due compartimenti: il divisorio e un setto verticale.

Nel divisorio Il processo prevede:
– la sedimentazione delle sostanze pesanti non solubili e la fermentazione delle sostanze organiche solubili.

– la fermentazione che ha luogo tramite batteri anaerobi contenuti nei liquami.

Nel setto verticale:
–  il liquido parzialmente chiarificato viene decantato, prima di essere allontanato verso il recapito finale.
Normalmente è presente una tubazione di ventilazione per l’eliminazione degli odori malevoli e dei gas di fermentazione.

Normalmente si deve procedere mediante ditta specializzata all’espurgo, che consiste nell’aspirazione dei liquami o dei fanghi, nella rimozione delle incrostazioni e nel lavaggio con getto di acqua ad alta pressione.

Trattamento Micronaturale per la riduzione degli interventi nelle fosse biologiche.

L’uso di varie tipologie di microrganismi inserite nelle fosse biologiche tramite le acque di scarico domestiche (cucina, bagno et.) può una volta colonizzato il materiale organico della fossa, ridurre in maniera significativa gli interventi di espurgo e gli odori non gradevoli. In quanto i microrganismi una volta in fossa si cibano del materiale organico riducendone il volume e catturando i gas di fermentazione in particolare solfuri e metano.

Utilizzandolo direttamente da casa o nella falda il trattamento può quindi garantire:
– riduzione del volume dei fanghi
– riduzione degli odori e dei gas malevoli
– riduzione significativa degli interventi di espurgo
– protezione per le condutture e minori esalazioni
– risparmio economico

Trattamento (nelle mie sperimentazioni ormai da anni utilizzo i Symbac (Gea risana, selezione da me messa a punto) oppure i microrganismi Em.

Da casa:

– in una bottiglia da 2 litri di acqua inserire 200 ml di Gea risana o Em attivato, aspettare 30 minuti. Versare nelle condutture di: cucina, bagno, giardino (in maniera randomizzata 250 ml del diluito ottenuto con i 2 L di acqua) almeno 1 volta a settimana.

In fossa:

– in un bidoncino da 30L di acqua versare 5L di Gea risana o Microrganismi Em. Attendere un’ora versare il contenuto in fossa. Ripetere il trattamento almeno una volta al mese.

La migliore soluzione sarebbe la combinazione dei due trattamenti (contattatemi sempre cmq per un protocollo specifico).

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AGRICOLTURA MICRONATURALE: QUALI SONO I LIEVITI IMPORTANTI IN ENOLOGIA?

Il mosto dell’uva è uno dei terreni migliori per la crescita dei microrganismi. Soltanto pochi generi però possono essere utilizzati per il trattamento del vino.

La candida: lievito di forma globosa, cilindrica o allungata, tra le specie più interessanti utilizzate nei vini troviamo C.mycoderma e C.vini che formano sulla superficie veli voluminosi.

Pichia: lievito di forma sferica e allungata, la specie più interessante è P. membranaefaciens, che si sviluppa velocemente creando la cosiddetta fioretta dei vini.

Kloeckera: cellule apiculate che presentano forma di limone.  La specie più comune è K. Apiculata molto vigorosa in particolare sui monosaccaridi. È presente nelle prime fasi di fermentazione.

Zygosaccharomyces: ubiquitario, ha cellule globose, o cilindriche, ha una buona capacità fermentativa, isolato dal miele in fermentazione

Schizosaccharomyces: forma globosa o cilindrica che si moltiplica per scissione. Sono capaci di trasformare acido malico in alcol etilico. La specie più utilizzata è S. Pombe.

Saccharomyces: lievito con cellule diploidi, globose o ellittiche. Caratterizzato da grande attività fermentativa in particolare S.cerevisiae, S.paradoxus, S.bayanus, S.pastorianus

Saccharomycodes: la specie più importante è S.ludwigii caratterizzato da spore che si coniugano tra loro. È il più resistente all’anidride solforosa.

Torulaspora: è un lievito con cellule globose, ellittiche o cilindriche, ha una grande attività fermentativa e resistenza agli antisettici. La specie più importante è T.delbrueckii.

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