TRATTAMENTO MICRONATURALE DEL GERANIO

Il suo nome deriva da “geranos”, che significa gru, dalla forma del frutto, simile alla testa di un uccello dal lungo becco, come quello appunto di una gru.

Ciò che solitamente chiamiamo geranio sono un insieme di piante che si collegano a due generi: Geranium e Pelargonium.

Il primo è originario dell’Europa e dell’America settentrionale ed è caratterizzato da molte specie spontanee; il secondo è originario del Capo di Buona Speranza, in Sud Africa, zone a clima desertico.


L’origine del geranio ne spiega alcune caratteristiche botaniche:


– foglie di notevole spessore, coperte da peli, in grado di resistere a carenza di acqua

– radici che penetrano fino a un metro di profondità

– capacità delle radici di richiamare molti microrganismi simbionti per superare le situazioni di stress idrico e nutrizionale.


Come trattare i gerani per avere stupende fioriture?


Intanto per il substrato vi consiglio di fare una miscela del genere:


– terriccio universale 60%

– perlite o pomice 20%

– zeolitite a chabasite granulometria 3-6 mm, 10%

– humus di lombrico 10%


Una volta al mese trattamento con:


– Gea suolo o Ema , in diluizione 200ml per litro d’acqua.


Contattatemi sempre per informazioni


**********************************************

Potete seguire anche il mio blog: domenicoprisa.com

scrivermi a domenicoprisa@gmail.com

pagina facebook: @dott.domenicoprisa

gruppi: microrganismi em:protocolli e applicazioni

Apicoltura Micronaturale: protocollo domenico prisa

o il canale youtube Agricoltura Micronaturale

******************************


#Micronaturale #geranio #trattamento #Gea #Ema #Microrganismi #batteri

Annunci

AGRICOLTURA MICRONATURALE: TRATTAMENTO DELLE FOSSE BIOLOGICHE CON MICRORGANISMI

(Protocollo dr. Domenico Prisa)

Le fosse biologiche sono Delle fognature di tipo statico che vengono normalmente utilizzate nei condomini, nelle case isolate, nei campeggi, negli alberghi e villaggi vacanze.
Spesso si utilizza questo metodo perché tali utenze non sono servite da fognature di tipo dinamico o proprio per una scelta personale di coloro che vivono in quel determinato ambiente.

Con tale sistema si possono raccogliere sia le acque nere e le acque e grigie, mentre non vengono convogliate le acque pluviali.

Gli scarichi possono essere ulteriormente trattati con altri metodi come:
–  subirrigazione
– fitodepurazione
– trincea drenante.

Tali metodi garantiscono un ulteriore abbattimento del carico organico attraverso metodologie meccaniche, chimiche e biologiche.

Le fosse biologiche tradizionali sono costituite da due compartimenti: il divisorio e un setto verticale.

Nel divisorio Il processo prevede:
– la sedimentazione delle sostanze pesanti non solubili e la fermentazione delle sostanze organiche solubili.

– la fermentazione che ha luogo tramite batteri anaerobi contenuti nei liquami.

Nel setto verticale:
–  il liquido parzialmente chiarificato viene decantato, prima di essere allontanato verso il recapito finale.
Normalmente è presente una tubazione di ventilazione per l’eliminazione degli odori malevoli e dei gas di fermentazione.

Normalmente si deve procedere mediante ditta specializzata all’espurgo, che consiste nell’aspirazione dei liquami o dei fanghi, nella rimozione delle incrostazioni e nel lavaggio con getto di acqua ad alta pressione.

Trattamento Micronaturale per la riduzione degli interventi nelle fosse biologiche.

L’uso di varie tipologie di microrganismi inserite nelle fosse biologiche tramite le acque di scarico domestiche (cucina, bagno et.) può una volta colonizzato il materiale organico della fossa, ridurre in maniera significativa gli interventi di espurgo e gli odori non gradevoli. In quanto i microrganismi una volta in fossa si cibano del materiale organico riducendone il volume e catturando i gas di fermentazione in particolare solfuri e metano.

Utilizzandolo direttamente da casa o nella falda il trattamento può quindi garantire:
– riduzione del volume dei fanghi
– riduzione degli odori e dei gas malevoli
– riduzione significativa degli interventi di espurgo
– protezione per le condutture e minori esalazioni
– risparmio economico

Trattamento (nelle mie sperimentazioni ormai da anni utilizzo i Symbac (Gea risana, selezione da me messa a punto) oppure i microrganismi Em.

Da casa:

– in una bottiglia da 2 litri di acqua inserire 200 ml di Gea risana o Em attivato, aspettare 30 minuti. Versare nelle condutture di: cucina, bagno, giardino (in maniera randomizzata 250 ml del diluito ottenuto con i 2 L di acqua) almeno 1 volta a settimana.

In fossa:

– in un bidoncino da 30L di acqua versare 5L di Gea risana o Microrganismi Em. Attendere un’ora versare il contenuto in fossa. Ripetere il trattamento almeno una volta al mese.

La migliore soluzione sarebbe la combinazione dei due trattamenti (contattatemi sempre cmq per un protocollo specifico).

**********************************************
Potete seguire anche il mio blog: domenicoprisa.com
scrivermi a domenicoprisa@gmail.com
pagina facebook: @dott.domenicoprisa
gruppi: microrganismi em:protocolli e applicazioni
Apicoltura Micronaturale: protocollo domenico prisa
o il canale youtube Agricoltura Micronaturale
******************************
#fossabiologica #trattamento #fermentazioni #microrganismi #batteri #espurgo #micronaturale

AGRICOLTURA MICRONATURALE: COSA UTILIZZARE DOPO LA POTATURA PER CONTROLLARE LE MALATTIE FUNGINE, BATTERICHE E LE VIROSI.

La potatura è caratterizzata da un insieme di tecniche che hanno come obiettivo quello di regolare la crescita della vegetazione, della formazione dei fiori e dello sviluppo dei frutti di alberi, piante e arbusti.

Generalmente la potatura si effettua tramite operazioni di taglio dei rami. Ma si può intervenire anche tramite l’asportazione di germogli superflui (scacchiatura), l’eliminazione dei polloni basali (spollonatura); oppure la sfogliatura, ossia lo sfoltimento delle chiome in eccesso.

La fase successiva dopo il taglio è quella più pericolosa per le piante, perché le ferite che si vengono a creare su rami e foglie, possono essere i siti da dove i funghi, i batteri e i virus penetrano nella linfa Delle piante diffondendosi e portando spesso alla morte.

Normalmente si possono fare interventi di vario tipo per disinfettare e chiudere le ferite, utilizzando: il rame, lo zolfo, la calce, il mastice, la cera etc.

Io normalmente non uso queste sostanze, ma utilizzo altri prodotti, in particolare:

– la zeolitite a chabasite micronizzata, un allumino-silicato ricco in silicio che svolge diverse funzioni: copertura sul lungo periodo della ferita, sterilizzazione e cicatrizzazione, antifungino naturale

– i microrganismi: in particolare i miei Symbac o i microrganismi Em, che svolgono un’azione sia di colonizzazione Delle superfici e di antagonismo verso i patogeni, sia di azione stimolatrice Delle difese Delle piante

– estratti vegetali in particolare: estratto di aloe (cicatrizzante), equiseto (antifungino e disinfettante), propoli (induttore di resistenza)

Trattamento Micronaturale dopo la potatura

Su 100L di acqua:

– 4 Kg di zeolitite micronizzata
– 3L di Symbac (Gea difesa) o Microrganismi Em
– (1L estratto idroalcolico equiseto, 1L di estratto idroalcolico di aloe, 1 L di estratto idroalcolico di propoli

Due trattamenti a distanza di 7 giorni dopo la potatura.

**********************************************
Potete seguire anche il mio blog: domenicoprisa.com
scrivermi a domenicoprisa@gmail.com
pagina facebook: @dott.domenicoprisa
gruppi: microrganismi em:protocolli e applicazioni
Apicoltura Micronaturale: protocollo domenico prisa
o il canale youtube Agricoltura Micronaturale
******************************
#potatura #micronaturale #symbac #innovazione #senzachimica #zeolite #Em #disinfezionenaturale #estratti

LA BIOCORROSIONE E I MICRORGANISMI PER CONTROLLARLA

Prende in considerazione il materiale che subisce la lisciviazione e la successiva corrosione per azione microbica.

Ogni evento di corrosione è associato alla formazione di biofilm microbico sulla superficie metallica.
In pratica la concentrazione di Cl-, la presenza di depositi organici e inorganici, la concentrazione di O2 sono fattori che vengono alterati dalla popolazione microbica.

La corrosione microbica può definirsi come la causa della perdita di metallo, o dall’accelerazione della perdita di esso, per attività microbica a uno o entrambi i siti che controllano la corrosione elettrochimica.

Le modalità di corrosione sono diverse differiscono in base alle leghe di metallo coinvolte e solitamente sono dovute all’opera di batteri come Gallionella sp. o thiobacilli.

La corrosione inizia in una zona circoscritta dovuta ad un difetto della superficie, appena il metallo si ossida anioni come il cloro e i solfati migrano nella zona di corrosione per bilanciare il deficit di carica elettrica. Questo ambiente diventa fortemente acido con pH intorno a 1.
La zona colpita produce una diffusione di ioni ferrosi che a distanza con pH diversi si trasformano in ferro idrossido (ruggine).

Si forma il cosiddetto ‘tubercolo’ dove sono presenti un gran numero di batteri solfato-riduttori come desulfovibrio sp. Che producono H2S aumentando la corrosione e favoriscono l’instaurarsi di batteri fermentativi come Bacillus sp. e Hafnia alvei che con la loro attività favoriscono proprio la produzione  del substrato organico per i batteri solfato-riduttori.

Normalmente per il controllo della corrosione vengono utilizzati biocidi ossidanti come il cloro, che può avere azione batteriostatica,  ma puo’ creare a sua volta problemi di corrosione chimica

Nelle mie sperimentazioni invece controllo la corrosione tramite opportune selezioni di Microrganismi in grado di colonizzare velocemente le superfici e ridurre lo sviluppo per antagonismo dei solfato batteri. I risultati ad oggi sono molto interessanti.

**********************************************
Potete seguire anche il mio blog: domenicoprisa.com
scrivermi a domenicoprisa@gmail.com
pagina facebook: @dott.domenicoprisa
gruppi: microrganismi em:protocolli e applicazioni
Apicoltura Micronaturale: protocollo domenico prisa
o il canale youtube Agricoltura Micronaturale
******************************
#corrosione #solfatobatteri #desulfovibrio #cloro #biocontrollo #micronaturale

LE MICORRIZE NELL’EVOLUZIONE DELLE PIANTE VASCOLARI

Diversi reperti fossili mostrano che le simbiosi endomicorriziche erano frequenti nelle piante vascolari del periodo Devoniano intorno a 400 milioni di anni fa.
L’evoluzione di questo tipo di associazione ha costituito un passaggio determinante nella colonizzazione Delle terre da parte delle piante. Anche ai giorni nostri le piante che colonizzano i suoli estremamente poveri di nutrienti sopravvivono meglio se dispongono di endomicorrize. Pertanto è possibile che un organismo frutto di una relazione simbiotica tra piante e funghi abbia inizialmente colonizzato le terre e abbia condotto allo sviluppo delle moderne piante vascolari.


Ectomicorrize: Basidiomiceti e alcuni Ascomiceti; colonizzano il 90% di alberi e piante legnose, la colonizzazione è spesso specie specifica; assunzione e trasferimento di N e P.


Micorrize Arbuscolari: Glomeromiceti, in particolare Glomales; colonizzano piante selvatiche e coltivate, alberi tropicali, non sono altamente specifiche; permettono assunzione di N e P, aggregazione del suolo, promuovono produzione di semi, riducono infezioni da insetti e nematodi


Micorrize ericoidi: Ascomiceti e Basidiomiceti; bassi arbusti sempreverdi,eriche; mineralizzazione della materia organica


Micorrize Delle orchidee: Basidiomiceti; orchidee; sono totalmente dipendenti dalle micorrize per il carbonio organico e i nutrienti


Ectoendo micorrize: Ascomiceti; conifere; assorbimento nutrienti e mineralizzazione della materia organica


Micorrize monopoidi: Ascomiceti e Basidiomiceti; piante da fiore senza clorofilla, Monotropaceae, Monotropa uniflora; assorbimento e trasferimento dei nutrienti


**********************************************

Potete seguire anche il mio blog: domenicoprisa.com

scrivermi a domenicoprisa@gmail.com

pagina facebook: @dott.domenicoprisa

gruppi: microrganismi em:protocolli e applicazioni

Apicoltura Micronaturale: protocollo domenico prisa

o il canale youtube Agricoltura Micronaturale

******************************

#micorrize #funzione #assorbimento #mineralizzazione #nutrienti #difesa #micronaturale #domenicoprisa

​LE TECNICHE DI BIOREMEDIATIONSAPETE QUALI SONO? VE LO SPIEGO IN QUESTO DOCUMENTO.

Per progettare un intervento di bonifica con Microrganismi in un sito contaminato, bisogna valutare la massa del contaminante, di accettore di elettroni e nutrienti da fornire ai Microrganismi per favorire l’attività degradativa e il tempo e le modalità con cui somministrarli al terreno da bonificare.

Le tecniche utilizzabili possono essere in situ, che prevedono il trattamento della matrice senza escavazione, direttamente sul posto, e tecniche ex-situ, che prevedono invece lo scavo e la movimentazione del materiale contaminato.
Le tecniche ex-situ, si suddividono a loro volta, on site quando la matrice escavata viene trattata in un impianto in loco, e trattamenti off-site, nel caso in cui il trattamento del materiale escavato venga operato in un impianto fisso lontano dal sito.
Da anni collaboro per effettuare trattamenti microbiologici in situ, meno costosi, meno impattanti, più rispettosi per la microfauna e microflora autoctona.
Attraverso diverse vie:
– selezionando microrganismi che già in situ degradano i contaminanti, ma per un discorso di competizione lo fanno con velocità e modi lenti e poco efficienti
– con selezioni che una volta messe in campo aprono la pista a Microrganismi già presenti in loco, che spesso non riescono a intervenire nelle fasi iniziali, quando invece le sostanze da degradare sono difficili da intaccare
– modificando spesso le loro vie metaboliche tramite meccanismi di bioconfusione, co-metabolismo e meccanismi di resistenza.
**********************************************

Potete seguire anche il mio blog: domenicoprisa.com

scrivermi a domenicoprisa@gmail.com

pagina facebook: @dott.domenicoprisa

gruppi: microrganismi em:protocolli e applicazioni

Apicoltura Micronaturale: protocollo domenico prisa

o il canale youtube Agricoltura Micronaturale

******************************

#decontaminazione #trattamento #microrganismi #insitu #exsitu #domenicoprisa

​STUDI SU MICROTHRIX PARVICELLA IL BATTERIO IN GRADO DI ACCUMULARE I POLIFOSFATI E PRODURRE SCHIUME CHE CATTURANO I METALLI PESANTI (dr. Domenico Prisa)

È il microrganismo responsabile delle disfunzioni di bulking e schiume nei sistemi a fanghi attivi ovunque presenti.

Segnalato negli impianti di depurazione di tutto il mondo, è un Batterio chemioeterotrofo, aerobico, microaerofilo, in grado di ridurre NO3 a NO2, che può accumulare polifosfati, utilizzati come fonte energetica in anaerobiosi.
È in grado di crescere in microaerofilia e può colonizzare particelle oleose e schiume.

Attualmente lo sto studiando come possibile batterio, in grado di produrre schiume che possono trattenere metalli pesanti e utilizzabile nei filtri a colonizzazione batterica che operano con processi cometabolici.
**********************************************

Potete seguire anche il mio blog: domenicoprisa.com

scrivermi a domenicoprisa@gmail.com

pagina facebook: @dott.domenicoprisa

gruppi: microrganismi em:protocolli e applicazioni

Apicoltura Micronaturale: protocollo domenico prisa

o il canale youtube Agricoltura Micronaturale

******************************

#microthrix #batterio #schiuma #decontaminazione #innovazione