I BIOSENSORI

Un settore delle biotecnologie che ha ricevuto un forte impulso e suscitato il vivo interesse della comunità scientifica internazionale è rappresentato dalla produzione di biosensori.

Microrganismi viventi (o loro enzimi ed organuli) sono collegati ad elettrodi, in modo che le reazioni biologiche siano convertite in correnti elettriche mediante l’azione di questi biosensori.

Sono stati fabbricati dei biosensori per la misurazione di componenti specifiche nella birra, per il monitoraggio degli inquinanti, per la rilevazione dei composti che conferiscono sapore al cibo e per lo studio dei processi ambientali, come l’alterazione dei gradienti di concentrazione dei biofilms.

E’ possibile misurare la concentrazione di sostanze a partire da ambienti molto differenti.
Alcune applicazioni riguardano il riconoscimento di glucosio, acido acetico, acido glutammico. etanolo e il fabbisogno di ossigeno per le reazioni biochimiche.

Questi biosensori serviranno per il riconoscimento di patogeni, erbicidi, tossine, proteine e Dna.

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AGRICOLTURA MICRONATURALE: QUALI SONO I LIEVITI IMPORTANTI IN ENOLOGIA?

Il mosto dell’uva è uno dei terreni migliori per la crescita dei microrganismi. Soltanto pochi generi però possono essere utilizzati per il trattamento del vino.

La candida: lievito di forma globosa, cilindrica o allungata, tra le specie più interessanti utilizzate nei vini troviamo C.mycoderma e C.vini che formano sulla superficie veli voluminosi.

Pichia: lievito di forma sferica e allungata, la specie più interessante è P. membranaefaciens, che si sviluppa velocemente creando la cosiddetta fioretta dei vini.

Kloeckera: cellule apiculate che presentano forma di limone.  La specie più comune è K. Apiculata molto vigorosa in particolare sui monosaccaridi. È presente nelle prime fasi di fermentazione.

Zygosaccharomyces: ubiquitario, ha cellule globose, o cilindriche, ha una buona capacità fermentativa, isolato dal miele in fermentazione

Schizosaccharomyces: forma globosa o cilindrica che si moltiplica per scissione. Sono capaci di trasformare acido malico in alcol etilico. La specie più utilizzata è S. Pombe.

Saccharomyces: lievito con cellule diploidi, globose o ellittiche. Caratterizzato da grande attività fermentativa in particolare S.cerevisiae, S.paradoxus, S.bayanus, S.pastorianus

Saccharomycodes: la specie più importante è S.ludwigii caratterizzato da spore che si coniugano tra loro. È il più resistente all’anidride solforosa.

Torulaspora: è un lievito con cellule globose, ellittiche o cilindriche, ha una grande attività fermentativa e resistenza agli antisettici. La specie più importante è T.delbrueckii.

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Ecoerba il diserbante naturale (Dr. Domenico Prisa)

Come molti sanno mi sto dedicando allo studio di un diserbante totalmente naturale che possa sostituire le molecole di sintesi. Attualmente sto valutando il protocollo, dosaggi e possibili miscele.

Oggi ho fatto un test

Direi che dopo un’ora dal trattamento la miscela stia facendo il suo effetto.


Non sono presenti molecole chimiche, ma tutte sostanze naturali. Proprio per rispettare la salute di chi lo utilizza.


Il prodotto dovrebbe avere anche proprietà fertilizzanti e di arricchimento MICROBICO del suolo.


A sinistra trattamento con Ecoerba, a destra trattamento di controllo

In alto trattamento con Ecoerba, in basso controllo

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I BIOPOLIMERI COSA SONO E A COSA SERVONO

Sono composti polimerici, prevalentemente polisaccaridici, di origine microbica, usati per modificare la fluidità dei liquidi o come agenti gelificanti.

Vengono usati come stabilizzanti, per la dispersione dei particolati, nella produzione di pellicole o per indurre la ritenzione idrica in vari prodotti.


Contribuiscono alla struttura di molti alimenti congelati, o soggetti a drastiche variazioni di temperatura. Mantengono le loro condizioni in base al ph di un dato alimento e devono risultare compatibili con altri polisaccaridi.


Fra i BIOPOLIMERI ci sono i destrani usati per espandere e mantenere il volume del sangue; i polisaccaridi ottenuti da Erwinia vengono usati nelle pitture, quelli ottenuti da Pseudomonas oleovorans, utilizzati per plastiche speciali. Alcune microfibrille di cellulosa prodotte da Acetobacter sono usate come addensanti.

I polimeri dello xantano servono per il recupero dell’olio, mentre la gomma di xantani prodotta da Xanthomonas campestris ha un grande mercato.


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​LA MICROBIOLOGIA DELL’INTESTINO DELLE API

Studi applicati sull’intestino di Apis mellifera hanno evidenziato una comunità microbica distintiva seppur specie-specifica.
Il metagenoma del microbiota intestinale delle api ha rivelato un notevole grado di diversità genetica all’interno delle poche specie rilevate, suggerendo la presenza di ceppi batterici con distinte capacità funzionali.

Studi mirati hanno indagato diversità e specificità di alcuni batteri comuni di api e bombi, come Snodgrassella Alvi e Gilliamella Apicola, aprendo la strada a una stretta associazione tra i batteri intestinali con i loro ospiti.

Nei confronti di Paenibacillus larve è stata valutata la potenziale azione antagonista dei batteri lattici. Inoltre è stata valutata la loro capacità nell’indurre peptidi antimicrobici e l’ attivazione immunitaria Delle api. In particolare i ceppi Enterococcus sp., Weissella sp., Lactobacillus sp., Bifidobacterium sp., Bacillus subtilis, B.pumilus, B. Licheniformis, B.cereus, B.megaterium, Brevibacillus laterosporus, in grado anche di impedire lo sviluppo di malattie batteriche.

Gli stress biotici e abiotici possono causare alle api un impoverimento intestinale e possono essere le cause che concorrono al collasso Delle api.

È emerso che le api e i Lab si sono evoluti in reciproca dipendenza, suggerendo che il miele possa essere considerato un prodotto fermentato a causa del coinvolgimento dei batteri lattici nella sua elaborazione.
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​IL TRATTAMENTO MICRONATURALE DEGLI ELATERIDI

I danni sono causati da larve di forma cilindrica, gli adulti avendo abitudini notturne sono poco visibili.

Danneggiano i tuberi scavando Delle gallerie. Gli attacchi sono poco prevedibili anche se sono più frequenti quando gli ortaggi sono coltivati in successione.
Ricetta per il controllo degli ELATERIDI
In 5 litri di acqua calda
– 200g di ortica

– 100g di tanaceto

– 100g di felce

– 200g di consolida
Tritare tutto
Porre in acqua calda per 3 giorni a 30 °C e filtrare
Per 1 litro di prodotto
– 250 ml del mix

– 100 ml Em o Symbac (Gea difesa)

– 100 g chabasite micronizzata
Spruzzare una volta ogni 10 giorni.
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​COME PRODURSI IL COMPOST DA SOLI E ACCELERARE LA TRASFORMAZIONE CON I MICRORGANISMI

Quali sono i miti da sfatare?

Il compostaggio è un processo di trasformazione naturale dei rifiuti organici in presenza di acqua e dell’ossigeno dell’aria.
Nel compost numerosi Microrganismi si sviluppano sui rifiuti organici, nutrendosi degli elementi costitutivi di questi rifiuti.
Formando un cumulo di rifiuti e aerandolo regolarmente, si produce una fermentazione.
Fasi:
– decomposizione

– maturazione

– demineralizzazione
Si possono utilizzare scarti verdi, organico, scarti agroindustriali, rifiuti domestici, gusci d’uovo, lettiere, fibre naturali, carta, cenere di legna etc.
Potete creare un cumulo o potete comprare un bidone apposito. Controllare l’umidità e assicurare aerazione dal basso evitando la compressione.
Normalmente ci vogliono 5-6 mesi per avere un prodotto ben decomposto, io utilizzando colonie MICROBICHE apposite lo stabilizzo in 3.
State attenti alla standardizzazione dei prodotti che inserite per avere una ricetta che vi possa garantire sempre gli stessi risultati se usate il compost per le piante.

In vaso al massimo al 30% di sostituzione.
SFATIAMO 3 MITI:
-1) Il compostaggio anaerobico, almeno che voi non abbiate una camera dove non è presente ossigeno o che non entri dall’esterno, è impossibile
-2) dal punto di vista sanitario senza l’ossigenazione non avviene la sterilizzazione dei patogeni. Non è vero che si perde il potere fertilizzante o il carbonio (in quanto i microrganismi presenti lo catturano e lo organicano), semmai il problema è il pH alto, quindi attenzione alle dosi di utilizzo.
3) se si sanno usare i ceppi giusti il materiale può essere pronto anche in 2 mesi.
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