La parola “propoli” deriva dal greco pro che significa “davanti” e polis che significa “città”, in base al fatto che questo prodotto spesso viene accumulato all’ ingresso dell’alveare, strategia utilizzata dagli insetti per ridurne le dimensioni e permettere una più facile difesa della colonia dai fattori biotici e abiotici. La propoli è una sostanza resinosa, … Continua a leggere La propoli: proprietà e il suo utilizzo nell’Agricoltura Micronaturale ®
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La coltivazione micronaturale del mandorlo
Il mandorlo (Amygdalus communis) è molto coltivato in Usa e nei Paesi mediterranei. Appartiene alla famiglia delle rosacee e presenta un portamento più aperto rispetto alpesco e un’altezza maggiore. La fioritura è molto anticipata in relazione all’ambiente e alla varietà. L’impollinazione è entomofila e le cultivar sono autoincompatibili o interincompatibili. L’apparato radicale nel mandorlo coltivato nei terreni acidi … Continua a leggere La coltivazione micronaturale del mandorlo
La coltivazione micronaturale del Kaki
Originario dell’Estremo Oriente (Cina e Giappone), dove viene coltivato da secoli su vasta scala, il kaki venne importato in Europa nel 1766, ma presso le classi agiate non incontrò grande fortuna, se non come albero ornamentale, rappresentando invece un alimento altamente energetico in pianura e in collina per le famiglie contadine, che ne piantavano sempre … Continua a leggere La coltivazione micronaturale del Kaki
La decontaminazione del mercurio con microrganismi
Il mercurio è uno dei metalli pesanti più tossici che viene utilizzato in grosse quantità per impieghi industriali e agricoli. L’utilizzo indiscriminato ha portato ad un inquinamento localizzato da mercurio. L’utilizzo dei batteri per la decontaminazione di mercurio sono riportati in numerosi documenti (Brunke et. al, 1993; Von Canstein et. al, 1999). Lo scarico di … Continua a leggere La decontaminazione del mercurio con microrganismi
MICRONATURALE: miglioramento della qualità e della produttività di specie aromatiche
L'applicazione di microrganismi simbionti e antagonisti prima della messa in campo delle piantine aromatiche, può garantire una riduzione dello stress da trapianto e un incremento della velocità di crescita una volta messe in campo. L'introduzione delle zeoliti associate a vari estratti di piante, (in particolare la liquirizia e il mirto) oltre a garantire un maggior … Continua a leggere MICRONATURALE: miglioramento della qualità e della produttività di specie aromatiche
La coltivazione Micronaturale del melone e di altre ortive
L'utilizzo di tecniche innovative sostenibili come ad esempio la zeolite micronizzata al momento dell'impianto in associazione con microrganismi stimolanti e induttori di resistenza delle piante, può garantire una migliore produzione e un incremento della qualità del prodotto. In particolare su melone l'utilizzo dei microrganismi simbionti tramite bagnatura radicale e il successivo trapianto in suolo lavorato … Continua a leggere La coltivazione Micronaturale del melone e di altre ortive
La coltivazione e difesa MICRONATURALE del ciliegio
Rosacea che comprende tre specie principali: ciliegio dolce (Prunus avium), ciliegio acido o amarena (Prunus cerasus), ciliegio di S.Lucia (Prunus mahaleb). Albero di grande mole con corteccia scura che si sfalda orizzontalmente. I fiori sono bianchi riuniti in corimbi autoincompatibili. I frutti sono piccole drupe a polpa molle (ciliegie tenerine) o soda (ciliegie duracine). La … Continua a leggere La coltivazione e difesa MICRONATURALE del ciliegio
La coltivazione e difesa MICRONATURALE dell’albicocco
Coltivato prevalentemente nel bacino del mediterraneo in Spagna, Italia, Francia, Grecia, Turchia e in Ungheria e Usa. L’Italia è il maggior produttore europeo con le regioni Emilia Romagna, Piemonte, Campania, Basilicata. Albero di medio sviluppo, col fusto tozzo, a corteccia scura, fiori solitari rosacei, prodotti su rami misti o dardi a mazzetto. Scarsa capacità di … Continua a leggere La coltivazione e difesa MICRONATURALE dell’albicocco
I corroboranti e gli induttori di resistenza. A cosa servono?
Hanno la capacità di stimolare le capacità di autodifesa delle piante e determinano un incremento delle sostanze antiossidanti e dei metaboliti secondari. Solitamente è possibile utilizzarli da soli, finchè non si verificano situazioni in cui non è possibile più controllare la malattia. Oppure nel caso che si verifichino condizioni favorevoli allo sviluppo di malattie utilizzare … Continua a leggere I corroboranti e gli induttori di resistenza. A cosa servono?
