HIPVs: composti vegetali volatili indotti dagli erbivori

Gli HIPVs giocano un ruolo molto importante nelle Interazioni tra pianta e fitofago.

In alcuni casi agiscono come mezzo di difesa diretto, avendo un’azione repellente nei confronti dell’insetto.

Oppure possono funzionare come difesa indiretta attraendo i nemici naturali dell’insetto fitofago tramite una sorta di sos chimico.
Tali sostanze che richiamano i nemici naturali sono detti allelochimici, utili sia all’organismo che li emette (pianta), sia a quello che li capta (predatori).
Una ricerca del 1990 ha dimostrato che i sinomoni (questi volatili salvavita) vengono prodotti solo in presenza di danni tissutali da insetti e non da stress abiotici. È stato provato infatti che l’emissione dei volatili è legata al danno fisico dei tessuti Vegetali in combinazione con la saliva del fitofago.
Un altro aspetto interessante è che le piante attaccate sono in grado di indurre la produzione di sinomoni anche in quelle limitrofe per via aerea tramite composti volatili.
Le risposte indotte sulla pianta da organismi fitofagi sono ricondotte a due percorsi principali: ciclo acido salicilico e acido jasmonico.
Il primo viene attivato da insetti con apparato boccale pungente succhiante come afidi, cocciniglie aleirodidi.
Il secondo da insetti masticatori come lepidotteri, coleotteri e ditteri.
Capite bene che intervenire con prodotti di tipo sintetico va a nuocere nei confronti di questo tipo di comunicazione, con effetti deleteri a lungo termine
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#micronaturale #difesa #sinomoni #naturale

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Trattamento tampone sulle api

Nelle ultime sperimentazioni mi sono reso conto anche da valutazione con alcuni Apicoltori che il pH molto basso ad esempio acido ossalico (0.9), va a creare si problemi sulla varroa, che cade per contatto, ma anche ustioni sulle ali, sull’esoscheletro e nell’apparato respiratorio Delle api
Non si considera poi il fattore debilitazione ape e che le bruciature superficiali che si creano tramite il basso ph che brucia, sono zone d’infezione da cui possono entrare virus e batteri.
L’equilibrio del microbioma poi così va a farsi benedire.
Io vorrei invece intervenire sempre con prodotti naturali.  Sto valutando infatti fermentati con Microrganismi, di salvia, origano e liquirizia a pH 2.5, che dopo essere stati spruzzati e lasciati agire per 24-36 ore vengono tamponati con una sorta di protezione che riporta il ph a condizioni normali, ed evita il prolungarsi dell’ustione. 
Un possibile trattamento potrebbe essere trattamento con un fermentato (azione di contatto sulla varroa presente sull’ape) e subito dopo un giorno e mezzo, acqua+camomilla+calendula pura, per ripristinare l’equilibrio. Con all’interno della cassetta sempre il gel di inula, inula+agrumi o di neem, che invece agiscono sul movimento della varroa e sul disorientamento.
In valutazione.

Micronaturale in Veneto

In queste due giornate di convegni dove mi sono divertito, ringrazio tutte le persone che mi hanno aiutato, tutte quelle che sono venute da lontano per ascoltarmi, quelle che mi hanno ringraziato per i miei protocolli e i risultati, grazie a tutti coloro che mi supportano e stimano, grazie ai nuovi amici, grazie a coloro che mi dicono che risveglio la speranza nei cuori.
Grazie agli amici di Ponzano, campodarsego e Vidor e a quelli che sono venuti da altre regioni. Davvero tantissimi.
Infine grazie a me che sono riuscito ad arrivare in fondo. Domani si ritorna a casa e poi si riparte…

IL CONTROLLO DELLE MALATTIE DEL PRATO CON MICRORGANISMI

Valide alternative ai fitosanitari chimici possono essere lo studio di determinate tecniche agronomiche, come una migliore gestione dei tagli, dell’irrigazione e della concimazione, oppure una lotta di tipo microbiologico che prevede l’impiego di ceppi fungini e batterici in grado di combattere e contrastare lo sviluppo dei patogeni nel terreno.

Le principali patologie del tappeto erboso si sviluppano a partire dal terreno e dal feltro, dove si annida la maggior parte della flora batterica e fungina pericolosa per il nostro prato.
L’utilizzo di sementi conciate con consorzi MICROBICI utili e simbionti può ad esempio migliorare la germinazione, ridurre il Tmg (tempo medio di germinazione) e creare una barriera nel suolo che impedisca ai cosiddetti patogeni di entrare dai siti d’infezione
L’effetto della Concia si protrae per circa 30-40 giorni, ma numerosi sono i vantaggi che successivamente si hanno sulle piante ripetendo l’inoculo 2-3 volte l’anno

(Lavorando sui tappeti erbosi o sulle piante in generale):
– maggior velocità di crescita

– maggior sviluppo vegetativo e radicale

-maggior controllo degli stress idrici e Salini

– biostimolazione Delle piante

– maggior qualità del prodotto finito

– riduzione e eliminazione dei prodotti di difesa chimici

– maggiore fertilità e disponibilità di elementi minerali nel suolo
–  difesa dai patogeni tellurici diretta e difesa dai patogeni epigei indiretta, tramite induzione di resistenza
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Convegno Breno con l’associazione dei Coltivatori del Val Camonica

È stata una giornata interessante sotto tutti i punti di vista, nel primo pomeriggio ho parlato con gli associati che dall’anno precedente avevano iniziato ad usare il protocollo Micronaturale (tutti si sono trovati bene ed hanno ottenuto risultati migliori rispetto ai controlli convenzionali e agli anni precedenti.

Ho risposto alle domande e ai dubbi e visitato la cantina a cui afferiscono gli associati della valle.

In serata c’è stato il convegno, ho spiegato alle persone come utilizzare le tecniche e il presidente ha confermato che nel prossimo anno (il Micronaturale) farà parte del loro disciplinare di difesa.

Ringrazio tutti i presenti e sono contento per il successo ottenuto!!!

​LA MICROBIOLOGIA DELL’INTESTINO DELLE API

Studi applicati sull’intestino di Apis mellifera hanno evidenziato una comunità microbica distintiva seppur specie-specifica.
Il metagenoma del microbiota intestinale delle api ha rivelato un notevole grado di diversità genetica all’interno delle poche specie rilevate, suggerendo la presenza di ceppi batterici con distinte capacità funzionali.

Studi mirati hanno indagato diversità e specificità di alcuni batteri comuni di api e bombi, come Snodgrassella Alvi e Gilliamella Apicola, aprendo la strada a una stretta associazione tra i batteri intestinali con i loro ospiti.

Nei confronti di Paenibacillus larve è stata valutata la potenziale azione antagonista dei batteri lattici. Inoltre è stata valutata la loro capacità nell’indurre peptidi antimicrobici e l’ attivazione immunitaria Delle api. In particolare i ceppi Enterococcus sp., Weissella sp., Lactobacillus sp., Bifidobacterium sp., Bacillus subtilis, B.pumilus, B. Licheniformis, B.cereus, B.megaterium, Brevibacillus laterosporus, in grado anche di impedire lo sviluppo di malattie batteriche.

Gli stress biotici e abiotici possono causare alle api un impoverimento intestinale e possono essere le cause che concorrono al collasso Delle api.

È emerso che le api e i Lab si sono evoluti in reciproca dipendenza, suggerendo che il miele possa essere considerato un prodotto fermentato a causa del coinvolgimento dei batteri lattici nella sua elaborazione.
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#api #batteri #fermentati #lattobacilli #micronaturale

​L’UTILIZZO DELLA PROPOLI IN AGRICOLTURA

È il prodotto di raccolta, elaborazione e modificazione delle api delle sostanze resinose prodotte dalle piante.
La propoli è costituita: da resine, cere, balsami, acidi organici e polifenoli.
Si raccoglie dall’arnia raschiandola dai punti dove è stata maggiormente depositata. Viene impiegata in soluzione acquosa, idro-alcolica o come oleato.
Azione
Favorisce lo sviluppo vegetativo Delle gemme, degli organi sessuali del fiore e l’allegagione e il primo accrescimento del frutticino.

Ha azione fitostimolante che favorisce l’autodifesa Delle piante e i processi di cicatrizzazione.
Impiego
300 ml / hl di acqua

Oppure se impiegata con rame e zolfo 100-150 ml/ hl
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