AGRICOLTURA MICRONATURALE: IL LIBRO SULLE ZEOLITITI-PROF. ELIO PASSAGLIA E DR. DOMENICO PRISA

Ed ecco la pagina dove acquistare il libro sulle zeolititi scritto con il mio amico Elio Passaglia.
155 pagine di conoscenza, esperienza e valutazione in campo dell’uso di questi minerali in agricoltura, zootecnia e risanamento ambientale.


Il ricavato delle vendite di questo ebook verrà riutilizzato per effettuare nuove sperimentazioni e per un’edizione cartacea


Grazie a tutti!!!


http://www.lulu.com/shop/elio-passaglia-and-domenico-prisa/contributo-delle-zeolititi-nella-mitigazione-delle-problematiche-ambientali-conseguenti-alle-vigenti-pratiche-agricole-alla-gestione-dei-reflui-zootecnici-ed-in-floricoltura/ebook/product-23484950.html

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LA COLTIVAZIONE E DIFESA MICRONATURALE DELLA LIQUIRIZIA

In questo video vi mostro alcune delle sperimentazioni effettuate su liquirizia con tecniche altrenative a quelle convenzionali. I risultati hanno dimostrato una maggiore produzione di oli essenziali e un incremento significativo della produzione di rizomi e radici.

L’uso di microrganismi e repellenti naturali ha inoltre migliorato la difesa nei confronti di alcuni patogeni fungini


#liquirizia #micronaturale #oliessenziali #medicina #erboristeria #cura #protezione #domenicoprisa


https://youtu.be/DHTuXch7hE0

AGRICOLTURA MICRONATURALE: TECNICHE INNOVATIVE PER LA COLTIVAZIONE DEI BONSAI

Il bonsai è un albero o un cespuglio dal tronco legnoso, che viene fatto crescere in un contenitore di piccole dimensioni, un vaso o una ciotola, che speciali metodi di coltivazione permettono di mantenere in proporzioni limitate; un buon bonsai non supera i 60-80 cm di altezza.

Questo tipo di coltivazione deriva dal cinese mandarino: il prefisso bon sta ad indicare il vaso o ciotola, mentre il suffisso sai significa educare, in senso più ampio coltivare.


Hanno bisogno di cure e attenzioni maggiori rispetto ai comuni alberi o fiori presenti in casa, infatti per poter vivere in spazi così ristretti bisogna eseguire regolarmente la potatura dei rami e Delle radici fittonanti, che penetrano in profondità nel terreno e un rinvaso periodico.


Si ritiene che l’arte della coltivazione del bonsai abbia avuto origine in Oriente, grazie ad alcuni medici i quali, viaggiando tra l’India e la Cina studiarono un modo per avere sempre a disposizione alcune piante medicinali, indispensabili per il loro lavoro.


Il composto utilizzato nella Coltivazione dei bonsai è normalmente formato da diversi tipi di sostanze, mischiate in proporzioni diverse


Trattamento Micronaturale per i bonsai:


La mia composta base è normalmente costituita:


– 50% torba acida per azalee e rododendri

– 10% humus di lombrico

– 20% zeolitite a chabasite granulometria 3-6mm

– 10% sabbia

– 10% lapillo vulcanico


Trattamento di fertilizzazione:


1 volta al mese su 1 L di acqua (irrigazione):


– 100ml di Symbac o Microrganismi Em

– 50g alga spirulina in polvere

– 50g humus di lombrico disciolto in acqua

– 50ml acidi fulvici e umici


Al momento della potatura (spruzzatura foglie e terreno)


Su 1 L di acqua:


– 200ml di Symbac o Microrganismi Em

– 50ml estratto idroalcolico propoli + 50 ml estratto idroalcolico equiseto

– 50g zeolitite a chabasite micronizzata


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​IL COMPOSTAGGIO PER LA PRODUZIONE DI LETTIERE PER L’ALLEVAMENTO DI FUNGHI EDULI

Il compostaggio oltre ad essere sfruttato per il trattamento dei rifiuti e nella bonifica di matrici Ambientali contaminate, può essere utilizzato per la coltivazione di funghi eduli.

Il processo di stabilizzazione aerobica viene utilizzato per la produzione del substrato di crescita nel quale successivamente viene inoculato il micelio delle specie fungine saprofite di interesse.
Di fatto, da ogni kg (peso secco) di rifiuto ligno-cellulosico è possibile ottenere un kg (peso fresco) di biomassa fungina totale. 
Tra le specie fungine più largamente coltivate troviamo Agaricus bisporus, Pleurotus ostreatus, Lentinula edodes, Volvariella volvacea, Flammulina velutipes e Agrocybe aegerita.
Tutti i composti organici complessi e gli elementi minerali in grado di sostenere la crescita devono essere contenuti nella lettera di allevamento.

Le matrici più utilizzate per l’allevamento di funghi eduli a seconda della specie sono: paglia di grano, lolla di riso, trucioli o segatura di legno e residui ligno-cellulosici di varia natura. Altri ingredienti possono essere letame equino, le trebbie di birreria e le deiezioni avicole.
Fase I compostaggio: miscela rivoltata per mantenere condizioni aerobiche (7-14 giorni dove la temperatura raggiunge i 65-75 gradi centigradi).
Fase ll riduzione carica microbica ed eliminare organismi indesiderati come uova di insetti, nematodi e parassiti che possono danneggiare i funghi. Rimuovere l’ammoniaca. (63-65 gradi per 6 h) e raffreddamento.
Alla temperatura di 24 gradi centigradi il materiale può essere inoculato.
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​LA COLTIVAZIONE E DIFESA MICRONATURALE DELLA BIETOLA A COSTE

Sopporta temperature fino a -2°C e cresce con temperature superiori a 5-6°C

Le semine si possono eseguire da metà aprile fino a metà settembre: la piantina emerge in 1-2 settimane
È un medio consumatore di azoto e ama i suoli ricchi di sostanza organica.
Dopo la semina quando le piantine sono alte 5-7 cm, si diradano lasciando una pianta ogni 20-40 cm
Si irrigano ogni 3-4 giorni
SPERIMENTAZIONE CON TRATTAMENTO MICRONATURALE NELLA COLTIVAZIONE DELLA BIETOLA PER 100 metri quadri
PRODUZIONE METRO QUADRO
CONTROLLO TRADIZIONALE: 2.5 Kg di foglie
TRATTATO MICRONATURALE: 4.6 Kg di foglie
RICETTA PER IL CONTROLLO DELLA CERCOSPORA
In 5 litri di acqua calda
– 200g di equiseto

– 200g di rafano

– 3 pompelmi

– 2 cipolle

– 100g liquirizia
Tritare il tutto
Porre in acqua calda a 30°C per 3 giorni e filtrare
Per 1 litro di prodotto
– 300 ml del mix

– 150 ml di Symbac (Gea difesa) o Ema

– 100g zeolite micronizzata 
Spruzzare una volta ogni 7 giorni
RICETTA PER IL CONTROLLO DELL’ALTICA
In 5 litri di acqua calda
– 200g di ortica

– 100g di tanaceto

– 200g di timo

– 2 spicchi d’aglio

– 100g foglie di mirtillo
Tritare il tutto
Porre in acqua calda a 30°C per 48 ore e filtrare
Spruzzare una volta ogni 10 giorni
#domenicoprisa #micronaturale #senzachimica #controllo #bietolacoste
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​LA COLTIVAZIONE MICRONATURALE® DELLA CANAPA INDUSTRIALE

COME COLTIVARLA AUMENTANDO LA PRODUZIONE E LA QUALITA’

La riscoperta della canapa è avvenuta in Europa all’inizio degli anni ‘90. Hanno contribuito a ciò il contributo dell’Unione Europea per la sua coltivazione relativamente alto e gli aiuti governativi per lo sviluppo di tecnologie innovative per la trasformazione delle piante da fibra. In precedenza la canapa è stata coltivata solo dai Francesi, ma, dopo che la Spagna iniziò la coltivazione nel 1986 per la produzione di carte speciali, seguì la Gran Bretagna nel 1993, l’Olanda nel 1994, l’Austria nel 1995 e la Germania nel 1996. Dal 1989, la superficie a Canapa in Europa è aumentata di ben otto volte, da 2.762 ha a 21 .700 ha. Dato questo notevole incremento e onde evitare un aumento incontrollato della spesa per i contributi, l’Unione Europea ha posto un tetto di 35.000 ha per la superficie oggetto di contributo. 

La moderna canapicoltura si sta invece sviluppando sia affidando all’industria tutte le fasi produttive post-raccolta, che ampliando i suoi utilizzi. Attualmente si possono ricavare 4 prodotti semilavorati per la commercializzazione, da cui possono derivare un gran numero di prodotti finali di cui i più importanti sono riportati di seguito:

Fibra lunga: tessuti per abbigliamento, arredamento, corde, tappeti 

Fibra corta: carta, feltri isolanti, geotessili, compositi 

Canapulo: pannelli isolanti, materiale inerte per edilizia, lettiere

Semi: olio alimentare, cosmetica, vernici, resine 
#MICRONATURALE #canapa #industriale #fibra #produzione

#difesa  #domenicoprisa
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​COME COLTIVARE IL KIWI IN AGRICOLTURA MICRONATURALE. RIDURRE GLI ANTICRITTOGAMICI E PRODURRE DI PIU’ E CON QUALITA’ SUPERIORE

Ha rappresentato per l’Italia uno dei più eclatanti successi in campo frutticolo; dagli albori negli anni 70, si è giunti fra i primi paesi produttori del mondo. La superficie investita a kiwi si è mantenuta in leggera crescita nelle zone più vocate, mentre in altre
Meno adatte, soprattutto nelle regioni meridionali, è iniziato un fenomeno di disinvestimento, imputabile anche alla virulenza con cui si è manifestata la virulenza

Provocata dal PSA (Pseudomonas syringae pv Actinidiae)
La principale regione produttiva è il Lazio, seguita dal Piemonte, Emilia Romagna e Veneto per circa 25000 ha complessivi
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